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Anton Čechov, l'umanità oltre la condanna

  

L’umanità oltre la condanna

Nelle pagine de L’isola di Sachalin, Anton Čechov non cerca colpevoli né eroi: cerca l’uomo. È questa la grandezza di un’opera che, a distanza di oltre un secolo, continua a parlare al lettore con una forza sorprendente. Lo scrittore russo si reca ai confini dell’Impero zarista per osservare la vita dei deportati, dei detenuti, delle donne e dei bambini costretti a vivere in una delle realtà più dure e dimenticate del suo tempo. Tuttavia, il suo sguardo non si ferma alle statistiche, alle colpe o alle sentenze. Dietro ogni numero, Anton Čechov vede un volto; dietro ogni condannato, una storia; dietro ogni sofferenza, una persona.

La sua è un’umanità che non assolve, ma comprende. Non giustifica il male, ma rifiuta di ridurre l’essere umano al male che ha commesso. In un mondo che tende a classificare, giudicare ed escludere, Čechov ci insegna che nessuna condizione sociale, nessuna colpa e nessuna disgrazia possono cancellare del tutto la dignità di una persona.

È forse in questo punto che il libro incontra una profonda sensibilità cristiana. Nel Vangelo, Gesù guarda gli uomini e le donne del suo tempo non attraverso la lente della condanna, ma attraverso quella della misericordia. Egli vede la persona prima del peccato, la ferita prima della colpa, il bisogno di redenzione prima del giudizio. Lo stesso sguardo sembra animare Čechov lungo il suo viaggio a Sachalin. Pur non scrivendo un’opera religiosa, egli si avvicina ai più dimenticati con rispetto, ascolto e compassione, riconoscendo in ciascuno una irriducibile umanità.

La lezione che emerge da queste pagine è quanto mai attuale. Viviamo in una società che spesso emargina chi sbaglia, chi è fragile o semplicemente chi non rientra nei modelli dominanti. L’isola di Sachalin ci ricorda invece che la civiltà di una comunità si misura dalla capacità di non distogliere lo sguardo dalla sofferenza e di riconoscere il valore di ogni essere umano, anche quando appare nascosto sotto il peso della miseria, dell’errore o dell’abbandono.

Per questo il libro non è soltanto una straordinaria testimonianza storica. È un invito, ancora attuale, a esercitare uno sguardo più umano sul mondo. Uno sguardo che, come quello di Čechov e come quello evangelico, non si accontenta di giudicare, ma cerca ostinatamente la persona. (Carlo Silvano)

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul seguente sito della Libreria IBS:  Libri di Carlo Silvano su IBS 




 

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