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Abramo, padre di tutte le Famiglie

  Domenica primo marzo, nella chiesa dei Frati Minori di Treviso, mentre risuonava il brano della chiamata di Abramo, ho avvertito la forza disarmante di una promessa che attraversa i millenni. Il testo del libro della Genesi racconta: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). È un invito che spiazza: lasciare ciò che è sicuro per affidarsi a una voce, a una promessa.  E subito dopo, la promessa: «Farò di te una grande nazione e ti benedirò… In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,2-3). Abramo non riceve soltanto una terra; riceve una missione universale. Diventerà padre di molte famiglie, padre di una discendenza che non si misura soltanto con i legami di sangue, ma con la fede e con la fiducia in Dio. In quella promessa c’è già un disegno di fraternità che abbraccia tutti i popoli.  Eppure, proprio nelle terre che si richiamano ad Abramo — il Medio Orient...
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Sant'Ignazio di Loyola, L'inganno che seduce: riconoscere il nemico per scegliere la vita

  L’inganno che seduce: riconoscere il nemico per scegliere la vita Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il dinamismo della tentazione con l’acutezza di chi ha combattuto a lungo nel proprio cuore. Il nemico dell’uomo – scrive – si comporta come un comandante che osserva la fortezza prima di attaccare: studia le crepe, misura le abitudini, individua le lacune affettive, le ferite non curate, i desideri disordinati. Non colpisce a caso, ma dove l’anima è più esposta. E qui avviene il secondo passaggio, il più sottile: non propone il male come male, ma lo traveste da bene. Fa apparire come libertà ciò che è dipendenza, come autenticità ciò che è chiusura in sé, come riposo ciò che è fuga dalla verità. È l’antica logica del “frutto desiderabile” che attraversa la storia dell’uomo. La tentazione non spaventa, seduce. Una delle sue vittorie più grandi, oggi particolarmente evidente, è far credere che non esista. Se il male personale diventa solo un simbolo ...

4. Vetus ordo, ritrovare la Via stretta

    “ Ritrovare la Via stretta”: la testimonianza di Luisa, moglie e madre, alla luce della Messa in vetus ordo C’è un momento, nella vita di molte famiglie cristiane, in cui le parole non bastano più. In cui il linguaggio della fede appare impoverito, le proposte educative indebolite, e il desiderio di verità entra in tensione con una prassi che sembra aver smarrito il suo centro. È spesso in questi passaggi che nasce una ricerca più radicale, non ideologica ma vitale: la ricerca di Dio così come si è rivelato, senza sconti né scorciatoie. La testimonianza di Luisa, moglie e madre di sei figli, si colloca precisamente in questo spazio di domanda e di grazia. Il suo cammino verso la Messa in vetus ordo non nasce da una nostalgia estetica, ma da una sete profonda di coerenza, di educazione autenticamente cristiana e di fedeltà al Vangelo. Signora Luisa, che cosa l’ha spinta ad avvicinarsi alla Messa in vetus ordo e in quale momento della sua vita è avvenuto questo incontr...

“Andate e annunciate”: il cuore del mandato missionario tra Vangelo, Catechismo e magistero contemporaneo

“ Andate e annunciate”: il cuore del mandato missionario tra Vangelo, Catechismo e magistero contemporaneo Il mandato missionario nasce dal cuore stesso dell’incontro con Gesù Cristo il Risorto e costituisce l’identità più profonda della Chiesa. Quando il Signore invia i discepoli nel mondo, non affida loro un progetto culturale o sociale, ma la proclamazione della sua persona e della salvezza che scaturisce dal suo mistero pasquale: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19-20), «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15). In queste parole si manifesta una dinamica che attraversa tutti i Vangeli: chi ha incontrato Cristo non può trattenerlo per sé, perché la fede, per sua natura, tende alla comunicazione e alla testimonianza. Anche il quarto Vangelo lega esplicitamente la missione alla stessa missione del Figlio: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (Gv 20,21). Il Catechismo della Chiesa Cattolica interpreta quest...

Sant'Ignazio di Loyola, Forti nella luce, deboli nella paura: la strategia smascherata

  Forti nella luce, deboli nella paura: la strategia smascherata Nei suoi appunti essenziali degli Esercizi Spirituali, sant’Ignazio di Loyola descrive il nemico dell’uomo, ovvero il demonio, con un realismo che sorprende anche il credente contemporaneo: lo spirito del male si comporta come un prepotente, audace con chi cede e pavido davanti a chi resiste. È una dinamica spirituale che oggi leggiamo nelle pieghe della vita quotidiana: la tentazione cresce dove trova stanchezza, solitudine, confusione; arretra invece davanti a una coscienza vigilante, nutrita dalla preghiera e dalla Parola. Nei Vangeli questa presenza non è simbolica né folkloristica. Gesù non dialoga con un’idea astratta, ma libera persone reali da una schiavitù reale; nel deserto respinge il tentatore con la forza della Scrittura; avverte Pietro che satana vuole “vagliarlo come il grano”. Il male personale esiste e lavora, con intelligenza e ostinazione, per allontanare l’uomo dalla sua vocazione...

Sant'Ignazio di Loyola, La trappola del silenzio e la forza della luce

  La trappola del silenzio e la forza della luce Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il nemico dell’anima con immagini sorprendentemente attuali: come un seduttore che vuole restare nascosto e come un falso capo militare che studia il punto più fragile della persona. La sua prima strategia non è il rumore, ma il silenzio che separa, l’isolamento interiore che impedisce di aprirsi. Per questo suggerisce pensieri che bloccano la confessione, che fanno rimandare l’incontro con un sacerdote o con una guida spirituale: “Non serve”, “Non cambierà nulla”, “È troppo tardi”. È la dinamica opposta al Vangelo. Nei Vangeli il male non è una metafora: Gesù lo affronta, lo smaschera, libera uomini e donne oppressi. Quando incontra chi è ferito dal peccato non lo lascia chiuso nella vergogna, ma lo riporta alla luce della relazione. Il demonio divide e nasconde; Cristo raduna e perdona. L’uno spinge a chiudersi, l’altro a confessare: non solo i peccati, ma la propria sete...

3. Terza tappa nel vetus ordo: una famiglia inginocchiata davanti al Mistero

  Una famiglia inginocchiata davanti al Mistero. Anna e Simone: il vetus ordo come via concreta di conversione e di educazione alla fede ( a cura di Carlo Silvano ) In un tempo in cui la vita familiare sembra spesso travolta dalla fretta, dalla frammentazione e da un diffuso smarrimento educativo, la testimonianza di Anna (insegnante) e Simone (artigiano), sposi quarantenni della diocesi di Vicenza e genitori di quattro figli, offre uno sguardo controcorrente e profondamente radicato nella Tradizione della Chiesa. La loro esperienza con la Santa Messa in vetus ordo non si riduce a una preferenza liturgica o a una scelta estetica, ma si rivela come un cammino di conversione personale e coniugale, una scuola di umiltà e una forma concreta di pedagogia della fede per i figli. Nel silenzio del Canone, nell’inginocchiarsi durante la Consacrazione, nella preparazione alla Comunione e nella forza teologica del Prologo di san Giovanni, questa famiglia ha riscop...