“ Il cammino nascosto verso la pienezza: fragilità, promessa e destino ultimo” Alla luce dei Vangeli, il percorso terreno dell’uomo non appare mai come una linea uniforme di successo o di accumulo, ma come un intreccio complesso di attese, ferite, relazioni e possibilità interiori che si aprono proprio là dove l’apparenza suggerirebbe chiusura. Gesù, nel proclamare le Beatitudini, non colloca la felicità nella forza, nella sicurezza economica o nella piena autosufficienza, ma rovescia l’ordine abituale delle valutazioni umane, indicando come beati i poveri in spirito, gli afflitti, i miti, coloro che hanno fame e sete di giustizia. Questo non significa che la sofferenza abbia un valore in sé, né che le privazioni siano desiderabili, ma che nessuna condizione umana è esclusa dalla possibilità di una comunione profonda con Dio e di una dignità che non dipende dalle circostanze esteriori. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, l’uomo viene descritto come creato...
Quando la terra trema, il Vangelo ci insegna ciò che non crolla di Carlo Silvano Le immagini del recente terremoto che ha colpito il Venezuela hanno riportato davanti ai nostri occhi una verità che spesso cerchiamo di dimenticare: basta un istante perché ciò che sembrava solido si riveli fragile. Le case vacillano, le strade si spezzano, i programmi di una vita vengono improvvisamente sospesi. La terra che credevamo stabile ci ricorda che nessuno di noi possiede il domani. Gesù non ha mai nascosto questa fragilità. Anzi, di fronte alle tragedie del suo tempo rifiutò di cercare colpevoli. Quando gli parlarono di uomini morti sotto il crollo della torre di Siloe, non disse che erano più peccatori degli altri, ma invitò tutti a interrogarsi sul senso della propria vita (Lc 13,1-5). Il Vangelo non spiega il dolore con formule semplicistiche; insegna invece a viverlo con fede, responsabilità e speranza. Forse è proprio questa la condizione che accomuna milioni di p...