Dialogo e verità: perché ho scritto il libro “ Cristiani e musulmani” Scrivere oggi sul rapporto tra cristianesimo e islam significa confrontarsi con una realtà che non è più lontana o teorica, ma quotidiana. Le nostre città, le nostre scuole, i luoghi di lavoro sono sempre più segnati dall’incontro tra persone che appartengono a tradizioni religiose diverse. In questo contesto, la parola “dialogo” è diventata centrale, ma anche ambigua, perché spesso viene usata senza chiarire su quali basi debba fondarsi. È proprio da questa ambiguità che nasce Cristiani e musulmani . Ho avvertito l’esigenza di proporre una riflessione che non si fermasse alle buone intenzioni, ma che provasse ad affrontare il nodo essenziale: chi è Dio per i cristiani e chi è Dio per i musulmani? Senza questo passaggio, ogni dialogo rischia di rimanere superficiale. Il libro non è un trattato accademico né un manuale di islamologia. È piuttosto un percorso di riflessione che nasce dalla fede c...
Per una chiarezza pastorale: la necessità di superare Fiducia Supplicans Nel dibattito teologico e pastorale contemporaneo, la questione delle benedizioni alle coppie in situazioni irregolari ha assunto un rilievo crescente, soprattutto dopo la pubblicazione del documento Fiducia Supplicans . Alla luce degli orientamenti più recenti espressi da p apa Leone XIV, emerge con particolare evidenza l’importanza – e per alcuni versi l’urgenza – di una sua revisione profonda fino alla possibile abrogazione, al fine di restituire piena coerenza tra dottrina e prassi pastorale. Il nodo centrale riguarda il rapporto tra benedizione e riconoscimento. La tradizione teologica cattolica ha sempre attribuito alla benedizione un significato non meramente informale o spontaneo, ma intrinsecamente legato all’ordine della creazione e della redenzione. Benedire non è un atto neutro: implica un riferimento, anche implicito, alla conformità con il disegno di Dio. In questo senso, l’introduzione ...