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Tra etica e rivelazione: la confusione contemporanea sull’identità di Gesù Cristo

   Tra etica e rivelazione: la confusione contemporanea sull’identità di Gesù di Carlo Silvano Nella vita pastorale delle parrocchie emerge sempre più spesso una situazione che merita seria attenzione teologica: una diffusa confusione su ciò che costituisce realmente il cuore della fede cristiana. Non di rado persone che partecipano alla vita ecclesiale, che frequentano la liturgia e che si interessano anche a questioni religiose, esprimono idee profondamente distanti dalla fede trasmessa dalla Scrittura e dalla Tradizione della Chiesa. Questa confusione non nasce necessariamente da malafede o ostilità verso il cristianesimo, ma spesso da una mescolanza di informazioni parziali, letture frammentarie della ricerca biblica e interpretazioni personali. Tuttavia, quando tali convinzioni riguardano punti centrali come l’identità di Gesù, la sua origine, la Risurrezione o la natura stessa della fede cristiana, diventa necessario chiarire con precisione i termini della que...
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Tre certezze che fanno un cattolico: Eucaristia, Risurrezione e missione

  Tre certezze che fanno un cattolico: Eucaristia, Risurrezione e missione In un tempo in cui l’identità cristiana rischia spesso di essere ridotta a una tradizione culturale o a un generico sentimento religioso, è necessario tornare alla sorgente della fede. Che cosa significa davvero essere cattolici? Non basta essere stati battezzati da bambini, né identificarsi con una certa eredità storica o culturale. La fede cattolica nasce da alcune verità decisive che i Vangeli annunciano e che la Chiesa custodisce nel suo insegnamento. Senza queste verità, il cristianesimo perde il suo cuore. La prima verità riguarda la presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia. Nell’ultima cena, Gesù non usa un linguaggio simbolico o puramente evocativo. I Vangeli riportano parole chiare e solenni: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi» (Lc 22,19). E ancora: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti» (Mc 14,24). La Chiesa ha sempre compreso queste parole nella loro ve...

5. Un giovane davanti al Mistero: Nicolò, sedici anni, racconta il suo incontro con la Messa in vetus ordo

  Un giovane davanti al Mistero: Nicolò, sedici anni, racconta il suo incontro con la Messa in vetus ordo ( a cura di Carlo Silvano ) Nicolò ha sedici anni e vive nella diocesi di Vittorio Veneto. È uno studente come tanti altri della sua età, ma negli ultimi temp i ha iniziato un percorso personale di approfondimento della fede cattolica che lo ha portato a incontrare la liturgia tradizionale della Chiesa, la Santa Messa in vetus ordo. In questa intervista racconta come è nato questo incontro, quali impressioni ha suscitato in lui il rito antico e quali riflessioni emergono nella sua vita quotidiana di studente e di giovane credente. Le sue parole mostrano lo sguardo di una generazione cresciuta nell’era di Internet e dell’accesso immediato alle informazioni, ma allo stesso tempo assetata di senso, di verità e di sacralità. Nicolò, quando hai partecipato per la prima volta alla Santa Messa in vetus ordo? È stata una tua scelta personale oppure sei stato accompagnato...

8. Quando gli alunni parlano di bontà e sincerità: una lezione che fa riflettere tutti

  Quando gli alunni parlano di bontà e sincerità: una lezione che fa riflettere tutti Ci sono lezioni che nascono da un programma scolastico e finiscono per diventare qualcosa di molto più grande. È quello che accade quando in una classe di quarta elementare si affronta il tema della bontà e della sincerità durante una lezione di educazione civica. Argomenti apparentemente semplici, ma capaci di accendere una partecipazione sorprendente tra gli alunni. Basta porre una domanda: che cosa significa essere buoni? E subito si alzano molte mani. Qualcuno parla di aiutare un compagno che non ha capito un esercizio, qualcun altro racconta di quando ha condiviso la merenda, altri ancora spiegano che essere buoni vuol dire non lasciare solo chi è triste. In pochi minuti la classe diventa un piccolo laboratorio di pensieri e di esperienze. Tutti vogliono intervenire, tutti desiderano raccontare qualcosa. La bontà, per i bambini, non è un concetto astratto. È fatta di gesti concreti e q...

Il Crocifisso dimenticato: la Passione di Gesù e la domanda che nessuno riesce a evitare

  Il Crocifisso dimenticato: la Passione di Gesù e la domanda che nessuno riesce a evitare di Carlo Silvano VILLORBA - Molti uomini e donne in Europa sono cresciuti dentro la fede cristiana senza rendersene pienamente conto. Da bambini sono stati portati al fonte battesimale, hanno ricevuto la Prima Comunione, forse anche la Cresima. Hanno imparato alcune preghiere, hanno visto un crocifisso sopra l’altare o appeso nella casa dei nonni. Poi, lentamente, la vita ha preso un’altra direzione. Studio, lavoro, famiglia, preoccupazioni, delusioni. La fede è rimasta sullo sfondo, come una lingua imparata da piccoli, ma mai più parlata. Non c’è sempre stata una ribellione esplicita contro Dio. Più spesso è accaduto qualcosa di più semplice e più silenzioso: l’indifferenza. Eppure c’è una domanda che ritorna, prima o poi, soprattutto quando la vita mostra il suo lato più duro: la sofferenza, l’ingiustizia, la morte, il senso della fatica quotidiana. È la domanda che attraversa og...

Abramo, padre di tutte le Famiglie

  Domenica primo marzo, nella chiesa dei Frati Minori di Treviso, mentre risuonava il brano della chiamata di Abramo, ho avvertito la forza disarmante di una promessa che attraversa i millenni. Il testo del libro della Genesi racconta: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). È un invito che spiazza: lasciare ciò che è sicuro per affidarsi a una voce, a una promessa.  E subito dopo, la promessa: «Farò di te una grande nazione e ti benedirò… In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,2-3). Abramo non riceve soltanto una terra; riceve una missione universale. Diventerà padre di molte famiglie, padre di una discendenza che non si misura soltanto con i legami di sangue, ma con la fede e con la fiducia in Dio. In quella promessa c’è già un disegno di fraternità che abbraccia tutti i popoli.  Eppure, proprio nelle terre che si richiamano ad Abramo — il Medio Orient...

Sant'Ignazio di Loyola, L'inganno che seduce: riconoscere il nemico per scegliere la vita

  L’inganno che seduce: riconoscere il nemico per scegliere la vita Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il dinamismo della tentazione con l’acutezza di chi ha combattuto a lungo nel proprio cuore. Il nemico dell’uomo – scrive – si comporta come un comandante che osserva la fortezza prima di attaccare: studia le crepe, misura le abitudini, individua le lacune affettive, le ferite non curate, i desideri disordinati. Non colpisce a caso, ma dove l’anima è più esposta. E qui avviene il secondo passaggio, il più sottile: non propone il male come male, ma lo traveste da bene. Fa apparire come libertà ciò che è dipendenza, come autenticità ciò che è chiusura in sé, come riposo ciò che è fuga dalla verità. È l’antica logica del “frutto desiderabile” che attraversa la storia dell’uomo. La tentazione non spaventa, seduce. Una delle sue vittorie più grandi, oggi particolarmente evidente, è far credere che non esista. Se il male personale diventa solo un simbolo ...