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Don Olivo Bolzon, prete fino all'ultimo respiro

Ho conosciuto don Olivo Bolzon e Marisa Restello circa quindici anni fa, quando lavoravo al settimanale diocesano “La vita del popolo” di Treviso, e ricordo che dovetti “raccogliere” una loro richiesta sul perché venivano regolarmente “cestinate” certe loro lettere inviate alla posta del direttore del giornale. Mosso da una certa curiosità andai a San Floriano di Castelfranco Veneto per incontrarli e conoscerli: nacque presto una simpatica e genuina amicizia anche per la visione che Olivo e Marisa mi proponevano della gerarchia ecclesiastica e del laicato cattolico. Negli anni quest’amicizia si è rafforzata anche grazie a diverse collaborazioni: Olivo ha scritto la prefazione a due miei volumi ed io l’ho aiutato a pubblicare alcuni suoi libri, come il noto “Diario” scritto quando lui ebbe modo di fare lo spazzino – anche se solo per qualche mese – nella città tedesca di Colonia.  Olivo e Marisa hanno dato molto – e sotto tanti aspetti – non solo alla comunità parrocchiale di San Floria…
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Lettera al presidente Sergio Mattarella in merito alla Direttiva europea 2012/29/UE del 25 ottobre 2012

Ill.mo signor Presidente della Repubblica Italiana, prof. Sergio Mattarella
Confidiamo in Lei affinché con la Sua autorevolezza possa indirizzare l’attenzione del Parlamento su una questione che ci sta particolarmente a cuore: la violenza sulle donne e la necessità che lo Stato proceda a sostenere – sotto tutti gli aspetti – le persone vittime di stupri. Come è noto, nel nostro Paese sta aumentando il numero di soggetti – sia italiani che stranieri – che sono nullatenenti e nullafacenti e, purtroppo, tra queste persone non manca chi commette inaudite violenze sulle donne. Violenze che in molte situazioni – e a causa dell’indigenza dello stupratore – non possono essere in alcun modo risarcite sotto il profilo economico. Lo stupro – come Lei può immaginare – segna indelebilmente una donna lasciando nella sua anima una ferita che difficilmente potrà guarire: il risarcimento economico può servire a ben poco, allora, soprattutto se l’aggressore non “paga il proprio conto con la Giustizia”, m…

De cuius, ultima fatica letteraria dell'avvocato Agostino La Rana

In questi giorni ho terminato l'impaginazione dell'ultimo romanzo di Agostino La Rana. Il libro si intitola "De cuius" e nelle prossime settimane sarà disponibile nella piattaforma digitale YouCanPrint.

ecco la sinossi:


L’avvocato Carotenuto riceve dal Comune di Agerola l’incarico di partecipare a una causa davanti al tribunale amministrativo. La causa è stata promossa dal signor Michele Coppola, il quale, nella sua veste di discendente dei fratelli Cesare e Vittorio Coppola, aveva chiesto al Comune d’intitolare una strada ai suoi avi, morti nel 1943. Dal rifiuto del Comune, motivato dalla controversa memoria dei fratelli Coppola (soldati arditi prima e criminali di regime poi), era scaturito il ricorso al tribunale. Approfittando di un suo viaggio di lavoro a Roma, l’avvocato decide d’incontrare il suo amico Armando Cozzolino, trasferitosi presso l’Ufficio Storico dell’Arma dei Carabinieri, al quale chiede di cercare eventuali rapporti dell’Arma sui fratelli Coppola. …

Una pagina de "Il bambino e l'avvoltoio"

Da "Il bambino e l'avvoltoio" ho tratto questa pagina:

Il bambino stette zitto, faceva fatica a parlare e l'avvoltoio si guardò un po' in giro, tanto per distrarsi.
Da diversi mesi il rapace aveva iniziato a volteggiare nel cielo del piccolo villaggio e di tanto in tanto scendeva per mangiare: un tempo in questo luogo la vita era rigogliosa con gli uomini che lavoravano la terra e si prendevano cura delle bestie, mentre le donne si occupavano dei piccoli lavori domestici.
Un tempo c'erano tanti adolescenti e bambini che giocavano attorno al villaggio, e un tempo, in questo luogo, non c'era nulla da mangiare per gli avvoltoi, perché la vita era florida e la morte degli uomini e delle bestie veniva rispettata.
Da qualche anno, però, le cose erano cambiate con l'arrivo di uomini armati che in una prima incursione avevano ucciso alcuni anziani e si erano portati dietro diversi ragazzi da utilizzare come piccoli soldati. E così sul villaggio era calata l'o…

Una ragazza da amare, intervista a cura di Chiara Marcon

Qui di seguito propongo la prima parte dell'intervista che ho rilasciato a Chiara Marcon: parlo del mio ultimo romanzo, della città di Napoli e del mondo della scuola.
Nato a Cercola (Napoli), per molti anni Carlo Silvano, nella foto a sinistra, ha vissuto nel comune vesuviano di Pollena Trocchia; nel 1999 si è trasferito a Treviso e dal 2005 risiede a Villorba con la moglie e i tre figli. A maggio 2012 è tornato in libreria il suo romanzo intitolato "Il boiaro" ambientato in Russia al tempo dell'ultimo zar. Con le Edizioni del noce ha pubblicato libri che riguardano l’emigrazione, il carcere, il mobbing e la massoneria. Nella piattaforma digitale di YouCanPrint sono disponibili diverse pubblicazioni come il romanzo "L'onda azzurra. Viaggio nel mondo di Crio" e la raccolta di racconti “Il bambino e l’avvoltoio”. È fondatore e presidente dell'Associazione culturale "Nizza italiana”. Nella nostra intervista, ci racconta il suo nuovo romanzo, “Una …

"Una ragazza da amare" letto da Pasqualina Mandarino

"Una ragazza da amare". Siamo a Napoli. La storia riguarda Adelaide, una adolescente di Verona trapiantata nel capoluogo partenopeo. La ragazza è ambiziosa e vive tra la nostalgia per città scaligera e il fascino degli anfratti più nascosti della città di Napoli. Il romanzo ha come principale location la scuola, il liceo classico "Caterina Segurana" oltre ad Adelaide vi è Fulvio, coetaneo della protagonista, che compensa la brutta condotta scolastica con un buon talento musicale. C 'è Martina, ragazza che soffre di scompensi cardiaci e che non può avere forti emozioni. La più buona del gruppo. Sul fondo si stagliano altri compagni di classe: Giulio, Pasquale, ecc. Infine vi è la professoressa dal carattere severo ed esigente, ma che in fondo ha un buon cuore.


La nota sicuramente positiva del libro è che si tratta di un lavoro estremamente scorrevole, da leggere tutto d'un fiato. La trama semplice ma che allo stesso tempo fa correre al capitolo successivo, r…

Arti marziali, non è mai troppo tardi per iniziare. Intervista all’allenatore federale Monica Mano

VILLORBA - “Sono 23 anni che mi sono avvicinata al mondo delle arti marziali: ho iniziato tardi, ma è sempre stata la passione di una vita”, è con queste parole che Monica Mano descrive la propria esperienza di karateca iniziata nel 1995. Oggi Monica Mano è allenatore federale FIJLKAM/CONI, insegnante tecnico di Karate e cintura nera III DAN, nonché consigliere della società “Asd Studio Karate Ju Jitsu 2002” e responsabile tecnico degli insegnanti per il settore Karate. “Nell’ambito delle gare di Fighting di Ju Jitsu – aggiunge Monica – do il mio supporto tecnico soprattutto per la prima parte della gara, cioè la fase di combattimento con calci e pugni”.


Rispetto ad altre discipline di arti marziali, come Aikido, Judo e Karate, qual è la peculiarità del Ju Jitsu?
Tutte le arti marziali, per la formazione che danno, sono discipline valide. Sicuramente nel Ju Jitsu si ottiene una formazione finalizzata soprattutto ad acquisire un’ottima capacità di difesa personale.
Monica Mano (allenator…