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Sant'Ignazio di Loyola, La trappola del silenzio e la forza della luce

  La trappola del silenzio e la forza della luce Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il nemico dell’anima con immagini sorprendentemente attuali: come un seduttore che vuole restare nascosto e come un falso capo militare che studia il punto più fragile della persona. La sua prima strategia non è il rumore, ma il silenzio che separa, l’isolamento interiore che impedisce di aprirsi. Per questo suggerisce pensieri che bloccano la confessione, che fanno rimandare l’incontro con un sacerdote o con una guida spirituale: “Non serve”, “Non cambierà nulla”, “È troppo tardi”. È la dinamica opposta al Vangelo. Nei Vangeli il male non è una metafora: Gesù lo affronta, lo smaschera, libera uomini e donne oppressi. Quando incontra chi è ferito dal peccato non lo lascia chiuso nella vergogna, ma lo riporta alla luce della relazione. Il demonio divide e nasconde; Cristo raduna e perdona. L’uno spinge a chiudersi, l’altro a confessare: non solo i peccati, ma la propria sete...
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3. Terza tappa nel vetus ordo: una famiglia inginocchiata davanti al Mistero

  Una famiglia inginocchiata davanti al Mistero. Anna e Simone: il vetus ordo come via concreta di conversione e di educazione alla fede ( a cura di Carlo Silvano ) In un tempo in cui la vita familiare sembra spesso travolta dalla fretta, dalla frammentazione e da un diffuso smarrimento educativo, la testimonianza di Anna (insegnante) e Simone (artigiano), sposi quarantenni della diocesi di Vicenza e genitori di quattro figli, offre uno sguardo controcorrente e profondamente radicato nella Tradizione della Chiesa. La loro esperienza con la Santa Messa in vetus ordo non si riduce a una preferenza liturgica o a una scelta estetica, ma si rivela come un cammino di conversione personale e coniugale, una scuola di umiltà e una forma concreta di pedagogia della fede per i figli. Nel silenzio del Canone, nell’inginocchiarsi durante la Consacrazione, nella preparazione alla Comunione e nella forza teologica del Prologo di san Giovanni, questa famiglia ha riscop...

Creati per amare: libertà ferita, misericordia che salva

  Creati per amare: libertà ferita, misericordia che salva All’inizio della Bibbia non c’è una legge, non c’è un peccato, non c’è una punizione. All’inizio c’è un atto d’amore. “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1,27). Questa frase dice più di quanto sembri. Dice che l’uomo e la donna non sono un errore, non sono un caso, non sono il risultato di una coincidenza biologica. Sono voluti, pensati, desiderati. Ognuno di noi nasce perché Dio ha detto: “È cosa buona”. La creazione dell’uomo e della donna ci parla subito di relazione. Dio non crea un individuo isolato, ma una comunione. Maschio e femmina non sono due metà incomplete, ma due modi diversi e complementari di essere umani. Il Catechismo afferma che uomo e donna hanno “uguale dignità” e sono chiamati a una “comunione di persone” (CCC 2334). Questo significa che nessuno si comprende davvero da solo. Siamo fatti per l’incontro, per il dialogo, per il don...

Perdonato sì, come prima no: crescere dopo gli errori

  Perdonato sì, come prima no: crescere dopo gli errori La parabola del figlio prodigo (Luca 15,11-32) è una delle storie più forti del Vangelo perché parla di libertà, di errori, di cadute e di seconde possibilità. È una storia che potrebbe essere la nostra. Un giovane che vuole tutto e subito, che pensa di sapere cosa lo renderà felice, che se ne va di casa convinto di poter vivere senza limiti. Il figlio minore chiede l’eredità prima del tempo. In pratica dice al padre: “Voglio la tua roba, ma senza di te”. È l’immagine di quando pensiamo che Dio, la famiglia, le regole, siano solo un freno. La libertà sembra più bella quando è senza confini. Ma nel Vangelo questa libertà dura poco: i soldi finiscono, gli amici spariscono, la solitudine arriva. Il figlio arriva al punto più basso: ha fame, è umiliato, lavora con i porci. Nessuno lo obbliga: ci arriva da solo. È una grande verità del Vangelo e del Catechismo: Dio non ci punisce, ma ci lascia sperimentare le cons...

2. Tra Tradizione e rinnovamento. Un cammino di fede nella Chiesa di oggi

Tra Tradizione e rinnovamento. Un cammino di fede nella Chiesa di oggi di Carlo Silvano Elia è un fedele laico di una diocesi del Centro Italia. Cresciuto nella Chiesa del post-Concilio, nel corso degli anni ha maturato un percorso personale che lo ha portato a frequentare sia la Santa Messa nel novus ordo sia quella nel vetus ordo . In questa lunga e articolata conversazione, Elia riflette con franchezza e rispetto sulle differenze liturgiche, sulle tensioni interne alla Chiesa contemporanea e sulla necessità di riscoprire, al di là delle forme, una fede viva, umile e autenticamente radicata in Cristo. Signor Elia, l ei partecipa sia alla Santa Messa in vetus ordo che al novus ordo . Dopo averle frequentate entrambe per un tempo significativo, quali differenze coglie maggiormente sul piano spirituale e teologico, e in che modo queste influiscono sulla sua vita di fede quotidiana? Direi di sì, in entrambi i casi. Negli ambienti modernisti si percepisce spesso un atteggiamento di...

Dante Alighieri e la fede che non ha paura della verità

  Dante Alighieri e la fede che non ha paura della verità In un tempo segnato da contrapposizioni facili e da semplificazioni aggressive, fede e spirito critico vengono spesso presentati come realtà inconciliabili. O si crede, rinunciando al giudizio, oppure si critica, mettendo in discussione la fede stessa. Eppure la storia del cristianesimo offre figure capaci di smentire radicalmente questa alternativa. Tra queste, Dante Alighieri occupa un posto unico e sorprendentemente attuale, soprattutto per i cattolici di oggi. La Divina Commedia non è soltanto un capolavoro letterario, ma un grande atto di fede pensata, sofferta, interrogata. Dante è un credente profondo, immerso nella visione cristiana del mondo, e proprio per questo non rinuncia a denunciare con forza le infedeltà storiche e morali della Chiesa. Il suo sguardo non è mai distruttivo: egli non attacca il Vangelo, ma lo difende, mostrando quanto possa essere tradito quando il potere prende il posto de...