Creati per amare: libertà ferita, misericordia che salva All’inizio della Bibbia non c’è una legge, non c’è un peccato, non c’è una punizione. All’inizio c’è un atto d’amore. “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1,27). Questa frase dice più di quanto sembri. Dice che l’uomo e la donna non sono un errore, non sono un caso, non sono il risultato di una coincidenza biologica. Sono voluti, pensati, desiderati. Ognuno di noi nasce perché Dio ha detto: “È cosa buona”. La creazione dell’uomo e della donna ci parla subito di relazione. Dio non crea un individuo isolato, ma una comunione. Maschio e femmina non sono due metà incomplete, ma due modi diversi e complementari di essere umani. Il Catechismo afferma che uomo e donna hanno “uguale dignità” e sono chiamati a una “comunione di persone” (CCC 2334). Questo significa che nessuno si comprende davvero da solo. Siamo fatti per l’incontro, per il dialogo, per il don...
Perdonato sì, come prima no: crescere dopo gli errori La parabola del figlio prodigo (Luca 15,11-32) è una delle storie più forti del Vangelo perché parla di libertà, di errori, di cadute e di seconde possibilità. È una storia che potrebbe essere la nostra. Un giovane che vuole tutto e subito, che pensa di sapere cosa lo renderà felice, che se ne va di casa convinto di poter vivere senza limiti. Il figlio minore chiede l’eredità prima del tempo. In pratica dice al padre: “Voglio la tua roba, ma senza di te”. È l’immagine di quando pensiamo che Dio, la famiglia, le regole, siano solo un freno. La libertà sembra più bella quando è senza confini. Ma nel Vangelo questa libertà dura poco: i soldi finiscono, gli amici spariscono, la solitudine arriva. Il figlio arriva al punto più basso: ha fame, è umiliato, lavora con i porci. Nessuno lo obbliga: ci arriva da solo. È una grande verità del Vangelo e del Catechismo: Dio non ci punisce, ma ci lascia sperimentare le cons...