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La forza dell’abbandono: quando il silenzio diventa luogo dell’incontro con Dio

La forza dell’abbandono: quando il silenzio diventa luogo dell’incontro con Dio Viviamo in un tempo che ci educa a credere che la sicurezza dipenda dalla capacità di prevedere, pianificare e controllare ogni aspetto dell’esistenza. Eppure, proprio quando ci sforziamo di trattenere tutto tra le mani, sperimentiamo quanto esse siano fragili. La fede cristiana propone un cammino sorprendentemente diverso: la vera forza non nasce dall’illusione dell’autosufficienza, ma dalla fiducia che permette di lasciare spazio a Dio. Non si tratta di rinunciare alla responsabilità o all’impegno, bensì di riconoscere che la vita trova il suo orientamento più autentico quando l’uomo accetta di non essere il padrone assoluto del proprio destino. Nei Vangeli Gesù invita continuamente i suoi discepoli a liberarsi dall’ansia del controllo. «Non preoccupatevi dunque del domani» (Mt 6,34) non è un’esortazione all’improvvisazione, ma una chiamata a vivere il presente nella certezza che il Padre accompa...
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Carlo Silvano, Taybeh non sia lasciata sola

   Taybeh non sia lasciata sola C’è un piccolo villaggio della Cisgiordania che rischia di diventare il simbolo silenzioso della scomparsa dei cristiani dalla Terra Santa. Si chiama Taybeh ed è l’ultimo villaggio della Palestina storica abitato interamente da cristiani. Qui, da secoli, convivono fedeli delle Chiese greco-ortodossa, latina e melchita, custodi di una presenza che affonda le proprie radici nei primi tempi del cristianesimo. Oggi quella comunità vive giorni di crescente paura. Negli ultimi mesi, gli abitanti hanno denunciato ripetuti episodi di intimidazione, danneggiamenti ai terreni agricoli e incursioni attribuite a coloni israeliani provenienti dagli avamposti vicini. Il caso che ha suscitato maggiore allarme è quello dell’incendio che ha interessato le colline attorno al villaggio. Secondo i responsabili religiosi locali e la protezione civile palestinese, le operazioni di spegnimento sarebbero state ostacolate da gruppi di coloni. Alcuni aspetti d...

“Il cammino nascosto verso la pienezza: fragilità, promessa e destino ultimo”

   “ Il cammino nascosto verso la pienezza: fragilità, promessa e destino ultimo” Alla luce dei Vangeli, il percorso terreno dell’uomo non appare mai come una linea uniforme di successo o di accumulo, ma come un intreccio complesso di attese, ferite, relazioni e possibilità interiori che si aprono proprio là dove l’apparenza suggerirebbe chiusura. Gesù, nel proclamare le Beatitudini, non colloca la felicità nella forza, nella sicurezza economica o nella piena autosufficienza, ma rovescia l’ordine abituale delle valutazioni umane, indicando come beati i poveri in spirito, gli afflitti, i miti, coloro che hanno fame e sete di giustizia. Questo non significa che la sofferenza abbia un valore in sé, né che le privazioni siano desiderabili, ma che nessuna condizione umana è esclusa dalla possibilità di una comunione profonda con Dio e di una dignità che non dipende dalle circostanze esteriori. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, l’uomo viene descritto come creato...

Quando la terra trema, il Vangelo ci insegna ciò che non crolla

   Quando la terra trema, il Vangelo ci insegna ciò che non crolla di Carlo Silvano Le immagini del recente terremoto che ha colpito il Venezuela hanno riportato davanti ai nostri occhi una verità che spesso cerchiamo di dimenticare: basta un istante perché ciò che sembrava solido si riveli fragile. Le case vacillano, le strade si spezzano, i programmi di una vita vengono improvvisamente sospesi. La terra che credevamo stabile ci ricorda che nessuno di noi possiede il domani. Gesù non ha mai nascosto questa fragilità. Anzi, di fronte alle tragedie del suo tempo rifiutò di cercare colpevoli. Quando gli parlarono di uomini morti sotto il crollo della torre di Siloe, non disse che erano più peccatori degli altri, ma invitò tutti a interrogarsi sul senso della propria vita (Lc 13,1-5). Il Vangelo non spiega il dolore con formule semplicistiche; insegna invece a viverlo con fede, responsabilità e speranza. Forse è proprio questa la condizione che accomuna milioni di p...

Carlo Silvano: La Santissima Trinità: tre dèi o l’unico Dio? Una spiegazione ai lettori musulmani

La Santissima Trinità: tre dèi o l’unico Dio? Una spiegazione ai lettori musulmani di Carlo Silvano  Tra i temi che più frequentemente dividono cristiani e musulmani vi è il dogma della Santissima Trinità. Molti musulmani ritengono che i cristiani adorino tre dèi oppure che abbiano associato a Dio altri esseri, cadendo così nello shirk , il peccato più grave secondo il Corano (Corano 4,48; 5,72-73). Questa convinzione rappresenta uno dei principali ostacoli al dialogo tra le due religioni. Eppure, il dogma trinitario non insegna affatto l’esistenza di tre dèi. La fede cristiana proclama con assoluta chiarezza l’esistenza di un solo Dio. La professione di fede d’Israele, che anche Gesù conferma, rimane il fondamento del cristianesimo: «Ascolta, Israele: il Signore nostro Dio è l’unico Signore» (Dt 6,4; Mc 12,29). Il cristianesimo non ha mai abbandonato il monoteismo biblico, ma ha progressivamente compreso, alla luce della rivelazione di Cristo, la profondità del mistero del...

Abramo: il ponte che unisce e il bivio che separa

   Abramo: il ponte che unisce e il bivio che separa È indubbio che Abramo rappresenti il principale punto d'incontro tra cristianesimo e islam. Sia la Bibbia che il Corano lo presentano come un uomo di fede, un credente che si affida a Dio e accetta di seguirlo anche quando il suo cammino appare umanamente incomprensibile. In questo senso, Abramo costituisce una radice comune e un fondamentale riferimento spirituale per entrambe le religioni. Proprio per questo, scrivendo il libro “ Il Dio di Gesù e il Dio dell'islam. Cristiani e musulmani di fronte alla verità” , ho dedicato particolare attenzione alla sua figura. Tuttavia, il mio intento è stato anche quello di mostrare come Abramo rappresenti il punto dal quale cristianesimo e islam iniziano a percorrere strade profondamente diverse. Per i cristiani, infatti, la vicenda di Abramo trova il suo pieno compimento in Gesù Cristo. Le promesse che Dio fece al patriarca si realizzano nel Figlio di Dio fatto uomo, mort...

Carlo Silvano, “Introibo ad altare Dei”: la gioia della giovinezza ritrovata davanti all’altare

“ Introibo ad altare Dei”: la gioia della giovinezza ritrovata davanti all’altare di Carlo Silvano Nei giorni trascorsi partecipando alla Santa Messa secondo il Vetus Ordo , ho vissuto un’esperienza spirituale che mi ha profondamente interrogato e, nello stesso tempo, consolato. A ll’inizio della liturgia ho ascoltato la preghiera del Salmo: «Introibo ad altare Dei: ad Deum qui laetificat juventutem meam» («Salirò all’altare di Dio, a Dio che allieta la mia giovinezza») (Sal 42,4). Queste parole, che all’inizio mi sembravano soltanto una formula antica, hanno lentamente acquistato un significato sempre più vivo. La circostanza nella quale venivano celebrate queste Messe contribuiva in modo singolare alla meditazione. La cappella era un vecchio granaio adattato con semplicità al culto divino. Non vi erano decorazioni sontuose né ricercatezze architettoniche; tutto parlava di essenzialità. Durante la celebrazione si udivano distintamente il canto delle galline, i muggiti dei v...