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Carlo Silvano, Quando tutto sembra impossibile

   Quando tutto sembra impossibile 1 di Carlo Silvano «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». Sono parole che, nel Vangelo di Matteo, arrivano dopo l’incontro con il giovane ricco. I discepoli rimangono turbati e domandano: «Chi dunque può essere salvato?». Gesù li guarda e risponde: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile» (Mt 19,23-30). È forse questa la frase che più di ogni altra merita di essere custodita quando la vita sembra restringersi davanti a noi come una strada senza uscita: a Dio tutto è possibile . Gesù non sta dicendo che ogni desiderio umano sarà necessariamente esaudito, né promette una vita senza fatiche, delusioni o rinunce. Sta dicendo qualcosa di più profondo: ciò che l’uomo, lasciato alle sole proprie forze, considera impossibile, non è necessariamente impossibile a Dio. Il Signore può aprire una strada là dove noi vediamo soltanto un muro; può far nascere una speranza...
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Non tutto è opinione quando è in gioco la fede

Non tutto è opinione quando è in gioco la fede di Carlo Silvano «In fide unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas» (Nella fede, unità; nelle questioni opinabili, libertà; in tutto, carità). Ieri ho avuto a pranzo tre seminaristi. Tre giovani entusiasti, pieni di speranza e con un desiderio sincero di prepararsi al sacerdozio. Tutti e tre portano la talare. Nel corso della conversazione siamo arrivati anche a parlare di una questione che spesso divide i cattolici: la Messa celebrata secondo il Vetus Ordo , in latino, e quella celebrata secondo il Novus Ordo , generalmente in italiano. A mio avviso, però, la differenza più importante non dovrebbe essere ricercata semplicemente nella lingua della celebrazione o nella forma rituale. Il problema più profondo riguarda ciò che viene creduto. Un cattolico non può costruirsi una fede personale scegliendo, dalla Scrittura, dalla Tradizione e dal Catechismo, ciò che ritiene condivisibile e scartando ciò che non gli piace. La fede catt...

Maria di Nazareth, il mistero della grazia e la verità della fede

     Maria di Nazareth, il mistero della grazia e la verità della fede di Carlo Silvano Il 15 agosto la Chiesa celebra la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. È una festa che parla anzitutto della destinazione dell’uomo: non della vittoria della materia sullo spirito, né della fuga dal mondo, ma della promessa di Dio di redimere l’uomo nella sua totalità, anima e corpo. Proprio per questo, quando si parla di Maria di Nazareth, è necessario distinguere con serenità ciò che appartiene alla fede apostolica da ciò che appartiene alla tradizione devozionale, alla leggenda o alla semplice interpretazione personale. Il primo punto da chiarire riguarda proprio l’Assunzione. La Chiesa non insegna semplicemente che Maria «volò in cielo» alla fine della sua vita. Il dogma definito da Pio XII l’1 novembre 1950 afferma che «l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» ( Mu...

Non esiste la reincarnazione dopo la morte e l’Eucaristia è il dono riservato ai fedeli di Cristo

   N on esiste la reincarnazione dopo la morte e l’Eucaristia è il dono riservato ai fedeli di Cristo di Carlo Silvano Recentemente ho avuto modo, a casa di una coppia di amici, di confrontarmi con diverse persone su alcuni temi fondamentali della fede cristiana, la quale guarda all’uomo con uno sguardo di straordinaria dignità. Ogni persona è creata da Dio come unica e irripetibile; non è una semplice tappa di un ciclo infinito di vite, ma un essere chiamato a vivere una sola esistenza terrena, durante la quale risponde liberamente all’amore di Dio. Per questo la Chiesa cattolica professa la risurrezione della carne e rifiuta la dottrina della reincarnazione . Gesù non ha mai insegnato che l’uomo ritorni sulla terra in un altro corpo. Al contrario, ha annunciato che verrà il giorno in cui tutti i morti risorgeranno: «Viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno» (Gv 5,28-29). A Marta, davanti alla tomba di Lazzaro, Egli dichiar...

L’unità dei cristiani: riflesso terreno della comunione eterna del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

    L’unità dei cristiani: riflesso terreno della comunione eterna del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo di Carlo Silvano Tra le preghiere più intense consegnate dai Vangeli vi è quella pronunciata da Gesù nell’ultima cena: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21). In queste parole non è racchiuso soltanto un auspicio, ma un preciso disegno divino. L’unità dei cristiani non rappresenta una scelta facoltativa, né una semplice strategia pastorale per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. Essa appartiene al cuore stesso del Vangelo, poiché nasce dal mistero di Dio, che è perfetta comunione di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Alla luce di questa prospettiva acquistano particolare rilievo le parole rivolte da Leone XIV alla delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Nel suo discorso del 30 giugno 2026 il Pontefice ha in...

Non più stranieri: costruire ogni giorno una casa dove Cristo possa abitare

Non più stranieri: costruire ogni giorno una casa dove Cristo possa abitare di Carlo Silvano Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito ( Ef 2,19-22 ) . Le parole di san Paolo agli Efesini sono tra le più consolanti di tutto il suo epistolario. In un mondo nel quale le persone si sentono spesso sole, incomprese e divise, l’Apostolo ricorda una verità che cambia il modo di guardare se stessi e gli altri: «Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio» (Ef 2,19). La fede cristiana non è anzitutto l’adesione a un insieme di norme morali, ma l’ingresso in una famiglia, quella di Dio, resa p...

Tra il grano e la zizzania: la pazienza di Dio, la responsabilità dell’uomo e il giudizio che verrà

   Tra il grano e la zizzania: la pazienza di Dio,  la responsabilità dell’uomo e il giudizio che verrà di Carlo Silvano La parabola del grano e della zizzania è una delle pagine evangeliche che meglio descrivono la condizione del cristiano nella storia. Gesù non presenta un mondo ideale nel quale il bene abbia ormai eliminato ogni forma di male, né promette ai suoi discepoli una società perfetta. Al contrario, li prepara a vivere in una realtà nella quale il buon grano e la zizzania crescono nello stesso campo fino al tempo della mietitura (Mt 13,24-30.36-43). È una parabola di straordinario realismo, che libera da ogni illusione e, nello stesso tempo, custodisce la speranza. Il primo elemento che colpisce è che il campo appartiene al padrone. Gesù spiega che il campo è il mondo (Mt 13,38). Nonostante la presenza del male, la storia continua a essere nelle mani di Dio. Questa certezza è fondamentale, perché spesso le cronache quotidiane sembrano racco...