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Treviso, solidarietà per il sindaco Mario Conte

  Come semplice cittadino della provincia di Treviso desidero esprimere la mia solidarietà al Sindaco di Treviso, Mario Conte, per le pesanti offese ricevute attraverso i video diffusi anche  da una struttura detentiva cittadina.  Non si tratta di una questione politica. Si tratta di rispetto. In una democrazia ognuno ha il diritto di criticare amministratori e istituzioni, ma gli insulti e la mancanza di rispetto non dovrebbero mai essere considerati normali.  Quello che mi ha colpito maggiormente è che questi episodi arrivino da giovani che stanno scontando, o dovrebbero scontare, una pena e che dovrebbero essere impegnati in un percorso di recupero e di crescita personale. Il carcere deve certamente offrire una possibilità di riscatto, ma il reinserimento nella società non può prescindere dall'assunzione di responsabilità per gli errori commessi.  Da cittadino credo che una vera rieducazione si misuri soprattutto nella capacità di comprendere il male fatto ag...
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Anton Čechov, l'umanità oltre la condanna

   L’umanità oltre la condanna Nelle pagine de L’isola di Sachalin , Anton Čechov non cerca colpevoli né eroi: cerca l’uomo. È questa la grandezza di un’opera che, a distanza di oltre un secolo, continua a parlare al lettore con una forza sorprendente. Lo scrittore russo si reca ai confini dell’Impero zarista per osservare la vita dei deportati, dei detenuti, delle donne e dei bambini costretti a vivere in una delle realtà più dure e dimenticate del suo tempo. Tuttavia, il suo sguardo non si ferma alle statistiche, alle colpe o alle sentenze. Dietro ogni numero, Anton Čechov vede un volto; dietro ogni condannato, una storia; dietro ogni sofferenza, una persona. La sua è un’umanità che non assolve, ma comprende. Non giustifica il male, ma rifiuta di ridurre l’essere umano al male che ha commesso. In un mondo che tende a classificare, giudicare ed escludere, Čechov ci insegna che nessuna condizione sociale, nessuna colpa e nessuna disgrazia possono cancellare del...

Giovanni Paolo II e Francesco: continuità e differenze pastorali su omosessualità, unioni civili e famiglia

    Giovanni Paolo II e Francesco: continuità e differenze pastorali su omosessualità, unioni civili e famiglia Il dibattito ecclesiale degli ultimi decenni ha spesso messo a confronto il magistero di san Giovanni Paolo II e quello di papa Francesco riguardo all’omosessualità, alle unioni civili e alla famiglia. Una lettura dei documenti ufficiali mostra una sostanziale continuità sul piano dottrinale, mentre emergono differenze significative nell’accento pastorale, nel linguaggio e nelle priorità di governo ecclesiale. La dottrina cattolica sulla sessualità e sul matrimonio si fonda sulla Sacra Scrittura, in particolare sul richiamo evangelico al progetto originario della creazione: «l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una sola carne» (Mt 19,4-6; Mc 10,6-9). Il matrimonio è così inteso come unione stabile tra uomo e donna aperta alla vita. Anche l’apostolo Paolo richiama una visione della morale sessuale coerente con la tradizione cristiana (Rm...

Davanti alla Croce

   Davanti alla Croce dimenticata Quando contempliamo Gesù crocifisso, siamo portati spontaneamente a fissare lo sguardo sulle ferite del suo corpo, sul sangue versato, sulla corona di spine, sui chiodi che trapassano le sue mani e i suoi piedi. Eppure i Vangeli ci invitano a osservare anche un altro aspetto della Passione: l’atteggiamento di coloro che stavano attorno alla Croce. Mentre il Figlio di Dio offriva se stesso per la salvezza del mondo, non era circondato soltanto da dolore e compassione. Attorno a Lui risuonavano parole di scherno, di derisione e di disprezzo. I passanti lo insultavano scuotendo il capo (Mt 27,39). I capi del popolo lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso!» (Mt 27,42). I soldati lo schernivano e lo provocavano (Lc 23,36-37). Persino uno dei malfattori crocifissi accanto a Lui lo insultava (Lc 23,39). È una scena che colpisce profondamente. Gesù sta compiendo l’atto supremo dell’amore. Sta offrendo liberament...

Vi darò un cuore nuovo: speranza per un'Italia ferita e per una Chiesa chiamata a rinascere

   Vi darò un cuore nuovo: speranza per un'Italia ferita e per una Chiesa chiamata a rinascere Il Cantico tratto dal capitolo 36 del profeta Ezechiele è una delle più alte proclamazioni di speranza contenute nell'Antico Testamento. Rivolto a un popolo umiliato dall’esilio, ferito dalle proprie infedeltà e apparentemente senza futuro, esso contiene una promessa che attraversa i secoli e giunge fino a noi: «Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo» (Ez 36,24-26). Queste parole sembrano scritte anche per il nostro tempo. L’Italia attraversa una stagione di profonde inquietudini. Molti lavoratori vivono nell’incertezza, schiacciati dalla precarietà, dall’aumento del costo della vita e dalla paura di non riuscire a garantire una vita digni...

Il volto del Padre nel Figlio: il cuore del cristianesimo davanti all’islam

  Il volto del Padre nel Figlio:  il cuore del cristianesimo davanti all’islam Nel mio libro Il Dio di Gesù e il Dio dell’islam. Cristiani e musulmani di fronte alla verità ho cercato di affrontare il confronto tra cristianesimo e islam partendo dal suo nucleo più profondo: il volto di Dio rivelato in Gesù Cristo. Le parole rivolte da Gesù a Nicodèmo nel Vangelo di Giovanni rappresentano il cuore stesso della fede cristiana: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito» (Gv 3,16). In questo annuncio è racchiusa la differenza decisiva tra il cristianesimo e ogni altra concezione religiosa di Dio. Il Dio cristiano non resta distante, irraggiungibile o semplicemente onnipotente: entra nella storia, assume un volto umano e si lascia incontrare nella persona di Gesù Cristo. Ho scritto questo libro perché oggi, anche in Occidente, si tende spesso a parlare delle religioni come se fossero tutte equivalenti, quasi che le differenze riguardassero soltanto aspetti cultu...

Custodire l’amore perché generi vita

   Custodire l’amore perché generi vita: il diritto alla famiglia come compito della società e vocazione della Chiesa ( di Carlo Silvano ) Nei documenti Gaudium et spes (52) e Familiaris consortio (81) viene tocca to uno dei nuclei più profondi dell’esperienza umana: il desiderio di amare ed essere amati in modo stabile, fecondo e responsabile. Quando il Concilio Vaticano II afferma che coloro che desiderano sposarsi e fondare una famiglia hanno diritto ad attendersi dalla società condizioni morali, educative, sociali ed economiche adeguate, non sta semplicemente avanzando una richiesta politica o rivendicando privilegi confessionali. Sta riconoscendo che il matrimonio e la famiglia appartengono alla verità stessa dell’uomo e costituiscono un bene fondamentale per tutta la comunità umana. La famiglia non nasce anzitutto da un contratto sociale, ma da una vocazione inscritta nel cuore dell’uomo. Già nelle prime pagine della Scrittura, Dio afferma: «Non è...