Mi auguro che Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica italiana,
accolga quanto prima l'invito della signora Mimma Guardato, mamma della piccola
Fortuna Loffredo, a visitare il parco Verde di Caivano.
"Ringrazio il Presidente della Repubblica - ha detto la signora Guardato -
che ha preso a cuore la storia di mia figlia Fortuna, e vorrei che mi venisse a
trovare, qui, nel parco Verde, dove abito, per vedere come viviamo in questo
quartiere, giorno per giorno".
La piccola Fortuna (anni sei) fu uccisa il 24 giugno del 2014 e recentemente
Mattarella aveva sollecitato un'inchiesta rapida, ampia e severa.
Mi auguro che da questa vicenda si apra un dibattito serio sotto tutti gli aspetti
(sociali, culturali, giuridici, ecc.) utili a debellare o almeno a ridurre
sensibilmente l'odioso reato della pedofilia, che sconvolge le vittime e i loro cari.
TENDA - « Mi chiamo Robert Rossi e sono nato nel 1944: mia madre è brigasca e conobbe mio padre che svolgeva il servizio militare ne lla GAF, cioè la guardia di frontiera proprio a Briga Marittima. Dopo l’8 settembre del 1943 mio padre fu catturato dai nazisti e portato in Germania, ma finita la guerra ritornò a Briga e si sposò con mia madre per venire a mancare nel 2009 ». Inizia con queste parole l’intervista concessami da Robert Rossi (qui sotto in foto), nato italiano nel 1944 e diventato francese nel 1947, quando il comune di Tenda fu ceduto alla Francia in seguito al Trattato di Parigi. Signor Robert Rossi, a Tenda che lingua si parlava fino al 1945? E qual era il dialetto più diffuso? Oggi qualcuno a Tenda e a Briga parla ancora in dialetto? Fino al 1947 i comuni di Briga Marittima e Tenda rientravano nei confini dell’Italia e quindi la lingua ufficiale era l’italiano. A Briga Marittima era molto diffuso il dialetto locale, cioè il «brigasco», mentre a Tenda ...
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