Mi auguro che Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica italiana,
accolga quanto prima l'invito della signora Mimma Guardato, mamma della piccola
Fortuna Loffredo, a visitare il parco Verde di Caivano.
"Ringrazio il Presidente della Repubblica - ha detto la signora Guardato -
che ha preso a cuore la storia di mia figlia Fortuna, e vorrei che mi venisse a
trovare, qui, nel parco Verde, dove abito, per vedere come viviamo in questo
quartiere, giorno per giorno".
La piccola Fortuna (anni sei) fu uccisa il 24 giugno del 2014 e recentemente
Mattarella aveva sollecitato un'inchiesta rapida, ampia e severa.
Mi auguro che da questa vicenda si apra un dibattito serio sotto tutti gli aspetti
(sociali, culturali, giuridici, ecc.) utili a debellare o almeno a ridurre
sensibilmente l'odioso reato della pedofilia, che sconvolge le vittime e i loro cari.
Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...
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