In Turchia il direttore ed il caporedattore di un giornale sono stati condannati a cinque anni di carcere, perché colpevoli di aver documentato la consegna di armi ai criminali dell'Isis da parte dei Servizi segreti turchi.
Per la Giustizia turca i due giornalisti avrebbero "rivelato segreti di Stato". Ciò che sta avvenendo in Turchia è inaccettabile: solo cento anni fa i turchi hanno sterminato un milione e mezzo di armeni, cosa che ancora oggi negano, ed ora consegnando armi ai criminali dell'Isis stanno attivamente collaborando allo sterminio del popolo siriano.
Spero che la Comunità europea e le Nazioni unite facciano tutte le pressioni sia per bloccare il flusso di armi dalla Turchia all'Isis che per ottenere la liberazione dei due giornalisti.
Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...
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