Garantire la pace nel mondo è una priorità che tutti i Capi di Stato dovrebbero avere. Senza la pace non si possono garantire i diritti civili, produrre alimenti per sfamare le nazioni, tenere aperte le scuole e gli ospedali.
Spero che l'appello lanciato oggi dal presidente russo Vladimir Putin che si è detto pronto a lavorare affinché venga realizzato un moderno sistema di sicurezza non basato su "blocchi contrapposti", venga accolto e fatto proprio dai Capi di Stato, in modo particolare da quello statunitense e da quelli europei che molto possono fare per eliminare la fabbricazione e il commercio di armi, nonché per garantire la stabilità dei governi africani ed asiatici interessati a promuovere il bene dei propri popoli.
A mio avviso, ogni Stato - anche i più piccoli del mondo - dovrebbero essere messi in condizione per raggiungere l'indipendenza alimentare, energetica e farmaceutica, così da procedere per garantire i diritti di tutti propri cittadini, al di là del sesso di appartenenza, condizione sociale, religione e credo politico.
TENDA - « Mi chiamo Robert Rossi e sono nato nel 1944: mia madre è brigasca e conobbe mio padre che svolgeva il servizio militare ne lla GAF, cioè la guardia di frontiera proprio a Briga Marittima. Dopo l’8 settembre del 1943 mio padre fu catturato dai nazisti e portato in Germania, ma finita la guerra ritornò a Briga e si sposò con mia madre per venire a mancare nel 2009 ». Inizia con queste parole l’intervista concessami da Robert Rossi (qui sotto in foto), nato italiano nel 1944 e diventato francese nel 1947, quando il comune di Tenda fu ceduto alla Francia in seguito al Trattato di Parigi. Signor Robert Rossi, a Tenda che lingua si parlava fino al 1945? E qual era il dialetto più diffuso? Oggi qualcuno a Tenda e a Briga parla ancora in dialetto? Fino al 1947 i comuni di Briga Marittima e Tenda rientravano nei confini dell’Italia e quindi la lingua ufficiale era l’italiano. A Briga Marittima era molto diffuso il dialetto locale, cioè il «brigasco», mentre a Tenda ...
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