Garantire la pace nel mondo è una priorità che tutti i Capi di Stato dovrebbero avere. Senza la pace non si possono garantire i diritti civili, produrre alimenti per sfamare le nazioni, tenere aperte le scuole e gli ospedali.
Spero che l'appello lanciato oggi dal presidente russo Vladimir Putin che si è detto pronto a lavorare affinché venga realizzato un moderno sistema di sicurezza non basato su "blocchi contrapposti", venga accolto e fatto proprio dai Capi di Stato, in modo particolare da quello statunitense e da quelli europei che molto possono fare per eliminare la fabbricazione e il commercio di armi, nonché per garantire la stabilità dei governi africani ed asiatici interessati a promuovere il bene dei propri popoli.
A mio avviso, ogni Stato - anche i più piccoli del mondo - dovrebbero essere messi in condizione per raggiungere l'indipendenza alimentare, energetica e farmaceutica, così da procedere per garantire i diritti di tutti propri cittadini, al di là del sesso di appartenenza, condizione sociale, religione e credo politico.
Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...
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