Si punta sui giovani per sperare in una società migliore e meno corrotta, più attenta alle esigenze delle persone socialmente deboli, meno consumistica e più ecologica, e tanti giovani sono disposti a formarsi, a sforzarsi di capire quali sono i veri problemi della società e quali le possibili soluzioni. E in questo lavoro di conoscenza e formazione i ragazzi cercano di avere dei validi punti di riferimento: persone adulte che sappiano indirizzarle e, soprattutto, che dimostrino di essere coerenti nel fare ciò che dicono.
Da un'indagine che ho condotto tra 521 studenti delle scuole medie superiori emerge come i giovani non siano interessati alla figura del prete visto come un uomo che vive da solo in canonica, senza aver maturato una significativa esperienza lavorativa, lontano dalla quotidianità delle famiglie del proprio quartiere e “obbligato” a contenersi nella dimensione affettiva e sessuale. I giovani, però, per la propria crescita personale sono alla ricerca di persone che possano costituire per loro dei chiari punti di riferimento, e, a parte alcune posizioni polemiche, hanno dimostrato di non avere dei pregiudizi nei confronti dei preti, ma piuttosto il desiderio di conoscerli e di poter avere con essi un confronto sereno e costruttivo su temi importanti, come, ad esempio, la fede in Dio e l'annuncio del Vangelo.
Spero che nei prossimi anni nei vari Seminari italiani vengano fatte delle scelte significative in merito alla formazione dei futuri preti, i quali se da un lato sono chiamati ad essere delle guide spirituali, dall'altro possono anche diventare autentici "compagni di strada" da incontrare nei nostri quartieri, e impegnati a risolvere i problemi che la vita quotidiana impone a tutti - credenti e atei - di affrontare.
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/didattica-e-formazione/il-prete-visto-dai-giovani-ebook.html
Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...

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