Solo per il 2016 i nostri ex parlamentari ci costeranno 193 milioni di euro: una cifra, questa, che sarà divisa tra circa 2600 soggetti che godono di un vitalizio. E' una situazione inaccettabile e vergognosa, perché oltre a costarci in maniera spropositata rappresenta un autentico schiaffo a chi ha diritto a ricevere una pensione dignitosa dopo decenni di lavoro trascorso nelle fabbriche, negli uffici e nei cantieri edili.
Anni fa si pensava che aumentando gli stipendi dei politici e dei dirigenti statali, si gettassero le basi per eliminare o almeno ridurre la corruzione negli ambiti degli appalti, dei concorsi pubblici e della gestione del denaro pubblico. In realtà, sembra che col conferimento dei cosiddetti stipendi d'oro, e relative pensioni, sono state solo incoraggiati gli "appetiti" di quanti non hanno il senso della comunità e si comportano da veri predoni nei confronti del denaro pubblico, incuranti di quanti si suicidano perché non hanno un lavoro, perché sono stati sfrattati dalla propria abitazione, perché non hanno il denaro per curarsi o anche solo per mangiare.
Salvare l'Italia si può, e si deve iniziare proprio tagliando vitalizi e stipendi a chi si è offerto di servire la nostra comunità nazionale.
Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...
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