Ieri a Monigo di Treviso ho assistito ad una partita di calcio tra "Nervesa" e "Indomita" (esordienti nati nel 2004), e ad un certo punto un ragazzino del "Nervesa" ha "buttato" la palla in calcio d'angolo. L'arbitro non ha visto bene perché c'erano in zona diversi calciatori e ha fischiato in favore del "Nervesa". Il piccolo giocatore del "Nervesa", però, si è rivolto all'arbitro e ha detto: "Sono stato io a buttare il pallone fuori col ginocchio". Di fronte a questa leale ammissione, pare che l'arbitro abbia risposto dicendo che oramai lui aveva fischiato e assegnato la palla al "Nervesa" e non si poteva fare diversamente. La questione ha lasciato perplessi diversi genitori presenti alla partita: che messaggio si dà ai ragazzini dicendo, in sostanza, che bisogna "rispettare" una decisione anche se sbagliata? Non sappiamo - e poco dovrebbe interessarci - se questi ragazzini un giorno diventeranno o meno dei campioni, ma di certo, crescendo, un giorno saranno dei Cittadini ed è necessario formarli perché rispettino le Leggi e siano leali verso i propri concittadini. (piccola nota: la partita si è conclusa 1 ad 1, e a segnare la rete del pareggio è stato mio figlio Fernando).
Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...
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