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Parliamo di razzismo?

Quando si parla di razzismo si è portati a "vedere" l'immagine del cosiddetto "uomo bianco" che offende e sfrutta il cosiddetto "uomo nero". In realtà, ancora oggi il razzismo ha molte sfaccettature e tante persone - cinesi, africani, giapponesi, ecc - ritengono di appartenere ad una razza biologicamente superiore ad altre. Ci sono, poi, persone che considerano infedeli i credenti di religioni diverse dalle proprie. Insomma, parlare di razzismo non è facile e bisognerebbe usare con molta cautela quest'espressione. Pochi giorni fa un uomo proveniente dall'Africa ha incontrato sulla propria strada un assassino che lo ha ucciso a colpi di pistola. Su questo crimine - che come tutti sanno è avvenuto a Firenze - i magistrati che indagano hanno escluso che l'omicida abbia un profilo razzista: le ragioni del delitto vanno piuttosto ricercate nella storia personale dell'assassino che avrebbe ucciso chiunque - e al di là del colore della pell...

Villorba. Sulle ali della poesia

VILLORBA - Domenica scorsa nella Casa della Comunità di Villorba è stato presentato un volume di poesie a firma di Renata Alberti. E' stato un incontro molto interessante: la poetessa Renata ha letto delle poesie ed è stato proiettato un interessante e breve video sulla vita di papa Giovanni Paolo I. Qui di seguito propongo l'introduzione di Adriana Michielin all'incontro, che è stato promosso ed organizzato dalla comunità parrocchiale in collaborazione del Circolo di lettura "Matilde Serao". Uno spazio culturale per presentare il libro di poesie di Renata Alberti dal titolo  Dammi la tua mano, Signore. Ringrazio Renata, tutti voi per essere qui ed un grazie particolare alla dott. ssa Giovanna Azzola per aver accettato di collaborare con noi. “Questo libro nasce da un gesto d'amore ed è destinato a generare ancora amore”. Scrive così monsignor Paolo Magnani, Vescovo emerito di Treviso, nella  prefazione, poiché questo lavoro come pure tutte ...

I reati degli italiani non giustificano quelli commessi da persone straniere

Recentemente due italiani, marito e moglie, hanno ridotto in schiavitù la propria figlia di nove anni è l'hanno costretta a prostituirsi con uomini di nazionalità italiana. Si tratta di un fatto gravissimo e la Magistratura ha il dovere di intervenire, cosa che ha certamente già fatto, facendo in modo che la bambina venga accolta e tutelata in una comunità che sappia offrirle protezione ed un autentico percorso di crescita umana. Nel rispetto del Codice penale ai due genitori dovrà essere inflitta, a mio avviso, una pena esemplare, così come dovranno essere perseguiti e condannati anche gli uomini che hanno abusato della bambina. Questa vicenda dolorosa che ha come vittima una bambina deve farci riflettere sull'importanza del ruolo dei genitori e della famiglia come prima cellula della società italiana, e sono, a mio modesto parere, semplicemente ridicole le strumentalizzazioni che diverse persone - soprattutto attraverso i social - fanno di questa vicenda quando cerca...

Il boiaro, presentato da Massimo Valli

Prefazione   di MASSIMO VALLI (1) Leggere questo breve romanzo è stato come immergersi in un sogno, in un tempo diverso, non solo in senso cronologico, ma anche nel senso delle regole che definiscono comunemente il tempo. Pur avendo ricevuto in anticipo brevi, ma precise indicazioni dall’Autore rispetto al fatto che non si tratta di un romanzo storico e che come tale non è mai stato concepito, una certa “deformazione professionale” mi induceva comunque all’approccio di sempre, nella lettura di romanzi riguardanti il periodo in questione, cioè alla ricerca di punti di riferimento storici, cronologici, almeno di carattere sociale, che mi dicessero qualcosa di più di quegli avvenimenti e delle loro ragioni. All’inizio è stato quasi un sentimento automatico, dovuto, per rispetto dell’Autore.  Praticamente da subito ho capito che non era l’approccio giusto. E a poco a poco ho pure compreso che la ricchezza e il valore della vicenda di Ivan, nel suo intrecciare e inter...

Il cerchio di ghisa, racconto breve

Il cerchio di ghisa (tratto dal libro "Il bambino e l'avvoltoio) Venti quintali di ghisa. Ledion osservò solo per un attimo il pesante cerchio che gli stava davanti. Da quando lavorava in fonderia, al reparto “sabbiatura e sbavatura”, conosceva bene quei cerchi e il loro peso, e sapeva che gli occorrevano quasi dieci ore per lavorarli, per finirli. Ledion non voleva perdere altro tempo: come ogni giorno era venuto di buon'ora al lavoro, ma quel sabato mattina aveva perso già parecchio tempo per buttare via ­ insieme ad altri tre compagni che si erano resi disponibili a fare ore di lavoro straordinario ­ l'acqua che   durante   un   temporale   notturno   aveva   invaso l'officina attraverso i finestroni rotti e un portone sgangherato. Se tutta l'acqua piovana non fosse stata raccolta e gettata fuori dal capannone, si sarebbe corso il rischio che accendendo gli interruttori della corrente elettrica si verificasse un per...

Il cinema forense raccontato da Agostino La Rana

E' un libro davvero singolare quello che l'avv. Agostino La Rana ha scritto e pubblicato recentemente col titolo " Il cinema forense ", perché ci introduce in una parte del mondo del cinema facendoci scoprire, con gli occhi dell'avvocato, i pregi ed i limiti di tanti film apprezzati dal grande pubblico. Agostino La Rana, nato a Pompei nel 1963, è un affermato avvocato cassazionista autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di un romanzo, e, riguardo al suo ultimo volume, afferma: " Il libro è – innanzitutto – un censimento sul cinema forense, per essere più precisi è il primo censimento. Proprio a causa dell’assenza di pubblicazioni in materia ho dovuto “inventare” un metodo per censire e recensire i film, metodo che ho illustrato nella “Introduzione” e che mi riesce difficile sintetizzare in poche parole. Mi limito solo a ricordare che sono stati selezionati i film che hanno un contenuto didattico per avvocati e studenti di giurisprudenza"....

Inchiodati ad una croce

Dal Vangelo di Luca (23,33-43) Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte . Il popolo stava a vedere , i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto , e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai n...