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ASD Studio Karate Ju Jitsu 2002, da Villorba a Badia Polesine: un elogio alla disciplina e all’autostima

ASD Studio Karate Ju Jitsu 2002,  d a Villorba a Badia Polesine:   u n e logio alla d isciplina e al l’a utostima Nella vibrante cornice sportiva di Badia Polesine, l’ASD Studio Karate Ju Jitsu 2002 di Villorba ha fatto onore alla propria città e alla propria passione per le arti marziali. Otto atleti, giovani talenti con età compresa tra gli otto e i diciotto anni, hanno dimostrato il loro impegno, la loro tecnica e il loro spirito competitivo in un evento che ha messo alla prova le loro abilità.  Sotto la guida esperta dei maestri Sergio cav. Collodet e Monica Mano , gli atleti di Villorba hanno fatto la loro comparsa con entusiasmo e determinazione, pronti a confrontarsi nelle varie sfide di combattimento. E non hanno deluso le aspettative: il loro impegno e la loro dedizione sono stati ricompensati con un bel numero di medaglie, di cui quattro d’oro, tre d’argento e una di bronzo.  ( Sergio cav. Collodet ) Questo successo non è solo una vittoria p...

Immergersi e vivere in un liceo della Napoli degli anni Ottanta

  Da una lettrice, ricevo e pubblico:  " Una ragazza da amare " di Carlo Silvano è un romanzo che si distingue per la sua scorrevolezza e capacità di coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine. La trama, seppur semplice, è narrata in modo avvincente, spingendo il lettore a continuare la lettura senza interruzioni. Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la rappresentazione vivida degli scenari di Napoli. L'autore riesce a catturare l'essenza della città attraverso descrizioni dettagliate e vivide, che permettono sia ai nativi che ai non residenti di immergersi completamente nell'atmosfera partenopea. In particolare, la ricorrenza degli odori, delle atmosfere e dei contesti urbani aggiunge profondità alla narrazione, trasportando il lettore direttamente nelle strade e nei vicoli di Napoli. Questo è un elemento che arricchisce notevolmente l'esperienza di lettura, rendendo il contesto un personaggio a sé stante. Un altro tema centrale nel libro è la ...

Giancarlo Grasso: Fare un film, racconta quello che sai

    ( Giovanni Galavotti, sceneggiatore )   ( Adriano Sforzi, regista )   Su richiesta dell'amico e dottore Giancarlo Grasso, propongo in questo blog un'intervista a Giovanni Galavotti (sceneggiatore) e ad Adriano Sforzi (regista).  Laboratorio di critica cinematografica Fare un film: racconta quello che sai!   Intervista a Giovanni Galavotti e Adriano Sforzi di Giancarlo Grasso   Un giovane Adriano Sforzi, agli inizi della sua carriera, domandò ad Ermanno Olmi quali dovevano essere le proprietà di un bravo regista. Olmi rispose lapidario: « Racconta quello che sai! » .  Venendo da una famosa famiglia circense, i film di Sforzi raccontano quel mondo nella sua realtà, fatta di sacrifici quotidiani, allenamenti costanti, ma ad un tempo, mostrando anche la cultura che si cela dietro a questo mondo.  Stessa cosa si può dire di Giovanni Galavotti, sceneggiatore, che ha scritto storie legate alla sua terra e al suo tempo.  Un ...

Silvio Pellico e il richiamo della coscienza

   Silvio Pellico e il richiamo della coscienza Nel corso della storia numerosi pensatori e filosofi hanno cercato di scandagliare le profondità dell’animo umano, cercando di comprendere il senso morale che permea le azioni umane. Uno di questi pensatori è Silvio Pellico, un illustre scrittore e patriota italiano (Saluzzo 1789– Torino 1854). Nel suo libro intitolato “Dei doveri degli uomini”, vi è la seguente affermazione:“Chi mente, se anche non scoperto, ha la punizione in sé medesimo; egli sente che tradisce un dovere e si degrada”. Tale affermazione trascende il tempo e continua a sollecitare riflessioni profonde sulle questioni morali e spirituali. La riflessione di Silvio Pellico suona come un richiamo alla coscienza, un richiamo che risuona particolarmente forte nelle tradizioni spirituali cristiane. Nella prospettiva cristiana, il peccato non è solo un atto contro Dio, ma è anche una ferita inflitta alla propria anima. La menzogna, benché possa sfuggire agli occhi uman...

La Quaresima tra digiuno e crescita spirituale

  La Quaresima tra digiuno e crescita spirituale La Quaresima, periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua, è un momento cruciale nell’anno liturgico cristiano. Questo periodo di riflessione, penitenza e preparazione spirituale ci invita a rivivere l’esperienza di Gesù nel deserto, dove per quaranta giorni e quaranta notti digiunò e resistette alle tentazioni. Una pratica che, se ben compresa e vissuta, può portare a una crescita spirituale profonda e significativa. Ci sono persone che ritengono di poter vivere bene la Quaresima dimostrandosi in questo periodo più “buoni” con il prossimo, e di conseguenza trascurano il digiuno. Gesù, però, dicendoci che le persone bisognose saranno sempre con noi e che occorre amare il prossimo come se stessi, ci invita ad essere sempre generosi e solidali con le persone che ci sono accanto, e non solo per poche settimane nel corso di un anno. In altre parole, Gesù ci ricorda che l'amore e la compassione non possono aspettare un periodo specif...

Alla ricerca della pace per conoscere Dio

  Ubi Deus i bi p ax: all a r icerca della p ace per conoscere Dio e dare un senso alla propria esistenza È facile perdersi n el tumulto della vita moderna, tra le innumerevoli distrazioni e le richieste incessanti del quotidiano. Siamo immersi in un mondo frenetico, costantemente connessi a dispositivi e circondati da un costante flusso di informazioni. In mezzo a questa frenesia, il motto latino “Ubi Deus i bi p ax” risuona come un invito a cercare la pace in luoghi lontani dai rumori del mondo, in eremi e boschi, dove il silenzio diventa un rifugio per l’anima assetata di tranquillità e significato.  Il richiamo a cercare Dio in luoghi tranquilli e remoti non è solo un invito religioso, ma una proposta universale per ritrovare l’equilibrio interiore. Soprattutto per i giovani, immersi in una società che spesso valorizza l’efficienza e la produttività, la ricerca di spazi di silenzio diventa un atto di resistenza, un modo per riconnettersi con la propria e...

Racconto breve: il rifugio dell'anima

  L’arduo sentiero del bosco si snodava tra alberi secolari, sussurrando antiche preghiere nella brezza leggera che danzava tra i rami. Marco e Sabrina camminavano in silenzio, accompagnati solo dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie sotto i loro passi. Avevano varcato l’ingresso dell’antico eremo, e subito li aveva colpiti il motto inciso sulla pietra, “Ubi Deus ibi pax”, che ora risuonava nei loro cuori come un’antica melodia.  L’eremo , avvolto in un’atmosfera di semplicità e sacralità, si presentava con la sobrietà tipica degli eremi francescani. Pareti di pietra nuda, finestre austeramente piccole, e un profumo penetrante di incenso che si intrecciava con l’odore terroso del bosco circostante. Marco e Sabrina procedevano con rispetto attraverso gli angusti corridoi, dove l’eco dei passi sembrava riverberare la storia di innumerevoli preghiere e meditazioni.  I due giovani si soffermarono davanti a una piccola cappella, illuminata da una tenue...