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Quando la terra trema, il Vangelo ci insegna ciò che non crolla

  

Quando la terra trema,

il Vangelo ci insegna ciò che non crolla

di Carlo Silvano

Le immagini del recente terremoto che ha colpito il Venezuela hanno riportato davanti ai nostri occhi una verità che spesso cerchiamo di dimenticare: basta un istante perché ciò che sembrava solido si riveli fragile. Le case vacillano, le strade si spezzano, i programmi di una vita vengono improvvisamente sospesi. La terra che credevamo stabile ci ricorda che nessuno di noi possiede il domani.

Gesù non ha mai nascosto questa fragilità. Anzi, di fronte alle tragedie del suo tempo rifiutò di cercare colpevoli. Quando gli parlarono di uomini morti sotto il crollo della torre di Siloe, non disse che erano più peccatori degli altri, ma invitò tutti a interrogarsi sul senso della propria vita (Lc 13,1-5). Il Vangelo non spiega il dolore con formule semplicistiche; insegna invece a viverlo con fede, responsabilità e speranza.

Forse è proprio questa la condizione che accomuna milioni di persone, anche lontano dalle zone colpite da un terremoto. Ogni mattina c'è chi entra in fabbrica, sale su un ponteggio in un cantiere, lavora nei campi sotto il sole, sapendo che il lavoro è dignità, ma anche fatica e rischio. Ci sono donne che reggono famiglie intere, spesso in silenzio, portando sulle proprie spalle il peso dell’educazione dei figli, delle difficoltà economiche e dell’assistenza ai genitori anziani. Ci sono giovani che studiano con impegno senza sapere se troveranno un’occupazione stabile, mentre il futuro sembra diventare sempre più incerto.

E poi ci sono gli anziani. Quanti vivono nelle case di riposo attendono una visita, una telefonata, una carezza che talvolta tarda ad arrivare. Il loro terremoto non scuote la terra, ma il cuore: è la paura di essere dimenticati.

Tra le sofferenze più profonde vi è anche quella di tanti genitori che accompagnano un figlio con disabilità. Essi affrontano ogni giorno sacrifici immensi, ma nel loro cuore abita una domanda che spesso non riescono neppure a pronunciare: «Che cosa ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò più?». È un interrogativo che nessuna risposta puramente umana riesce a colmare completamente.

Eppure proprio qui il Vangelo apre uno spiraglio di luce. Gesù ci ricorda: «Non preoccupatevi del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso» (Mt 6,34). Non è un invito all’irresponsabilità, ma alla fiducia. Il cristiano programma, lavora, costruisce, educa e risparmia, ma sa che la propria sicurezza ultima non è nelle cose che possiede, bensì nelle mani di Dio.

Quando la terra trema, rimane saldo soltanto ciò che è costruito sull’amore. Un padre che ha insegnato la fede ai propri figli, una madre che ha speso la vita per la famiglia, un giovane che sceglie l’onestà, un lavoratore che svolge con coscienza il proprio dovere, un volontario che visita un anziano solo: questi sono i mattoni che nessun sisma può abbattere.

La speranza cristiana non consiste nell’illusione che non accadrà mai nulla di doloroso. Consiste nella certezza che nessuna lacrima è ignorata da Dio e che Cristo risorto ha vinto perfino la morte. Da questa fede nasce anche un impegno concreto: costruire comunità nelle quali nessun anziano sia dimenticato, nessuna famiglia lasciata sola davanti alla disabilità, nessun giovane privato della possibilità di progettare il proprio futuro, nessun lavoratore costretto a scegliere tra sicurezza e pane.

Se il terremoto ci ricorda quanto siamo fragili, il Vangelo ci ricorda quanto possiamo essere forti quando ci sosteniamo gli uni gli altri. È questa la società che vale la pena edificare: una società che non misura il valore delle persone dalla loro efficienza, ma dalla loro dignità; che non lascia indietro i più deboli e che sa riconoscere in ogni volto quello di Cristo.

Allora, anche quando la terra trema, il cuore può restare saldo. Perché la speranza del cristiano non poggia sulla stabilità del mondo, ma sulla promessa del Signore: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla piattaforma della libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano su Feltrinelli 


 





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