Gli esami non finiscono mai:
la vita sotto il giudizio degli altri
Quando pensiamo agli esami, immaginiamo una scuola, un professore, una prova da superare. Ma se gli esami più difficili fossero quelli che ci accompagnano per tutta la vita? Quelli nei quali non conta ciò che siamo, ma ciò che gli altri pretendono che diventiamo?
È questa la domanda, sorprendentemente attuale, che ci consegna Eduardo De Filippo con Gli esami non finiscono mai, la sua ultima commedia, portata per la prima volta in scena nel 1973.
Il protagonista, Guglielmo Speranza, è un uomo comune. Il suo cognome sembra promettere fiducia nel futuro, ma la sua esistenza diventa un lungo percorso di prove, giudizi e delusioni.
Da giovane deve dimostrare di essere degno di sposarsi. Da adulto viene giudicato per le proprie scelte, i propri affetti e il proprio comportamento. Persino quando crede di aver conquistato una certa libertà, scopre che qualcuno è sempre pronto a metterlo sotto esame: la famiglia, gli amici, i benpensanti, quella misteriosa e temibile entità che chiamiamo «la gente».
Eduardo ci mostra così una società nella quale tutti sembrano avere il diritto di giudicare, ma pochi sono disposti a guardare dentro se stessi.
E quanto è attuale questa lezione!
Oggi gli esami non si svolgono soltanto nelle aule scolastiche o nei luoghi di lavoro. Si svolgono anche sui social network, dove ogni opinione può diventare un processo pubblico, ogni errore una condanna e ogni diversità un motivo di esclusione.
Viviamo in un tempo nel quale molti sentono il bisogno di dimostrare continuamente qualcosa: di avere successo, di essere all’altezza, di possedere le idee giuste, di condurre una vita degna dell’approvazione altrui.
Ma chi stabilisce i criteri di questa valutazione? E soprattutto, chi ha il diritto di decidere quanto vale una persona?
La grandezza di Eduardo sta proprio nel mettere in discussione questa pretesa. Perché dietro il giudizio morale può nascondersi ‘'invidia; dietro il consiglio disinteressato, l’interesse personale; dietro la rispettabilità, l’ipocrisia.
E c’è un'amara verità: a volte siamo così preoccupati di superare gli esami imposti dagli altri da dimenticare di vivere secondo la nostra coscienza.
Forse, allora, il vero coraggio non consiste nell’ottenere sempre una promozione, ma nel trovare la forza di non accettare ogni giudizio come una sentenza.
Gli esami non finiscono mai ci invita a riflettere su una libertà fondamentale: quella di essere se stessi senza trasformare l’intera esistenza in una richiesta di approvazione.
Perché la vita non è un concorso nel quale dobbiamo continuamente dimostrare di meritare il nostro posto nel mondo.
E la domanda che Eduardo De Filippo lascia a ciascuno di noi è semplice, ma impegnativa: stiamo vivendo secondo ciò che riteniamo giusto oppure stiamo soltanto cercando di superare l’ennesimo esame davanti agli occhi degli altri? (Carlo Silvano)
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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano presso Feltrinelli

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