La cittadinanza comincia anche dalle parole La vicenda di Cadoneghe (Padova), con la sospensione del giuramento di una cittadina marocchina che, secondo quanto riferito, non riusciva a comunicare in italiano né a leggere la formula prevista, ha suscitato reazioni diverse e, inevitabilmente, è entrata nel dibattito pubblico. Il rischio, tuttavia, è che una questione concreta venga trasformata nell’ennesima contrapposizione fra italiani e stranieri, perdendo di vista il significato più profondo della cittadinanza. La normativa italiana richiede, per le procedure interessate, un’adeguata conoscenza della lingua italiana, normalmente attestata al livello B1 del Quadro comune europeo. Le stesse indicazioni delle Prefetture ricordano che tale requisito costituisce parte del percorso per ottenere la cittadinanza. Non siamo dunque di fronte alla richiesta di conoscere una lingua per un semplice formalismo burocratico. Una lingua è molto più di uno strumento per pronunciare co...