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Giorgio Napolitano: Presidente degli italiani (compresi i padani della Lega nord)

La conferma di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica italiana è avvenuta anche col sostegno della Lega nord. Devo riconoscere che Napolitano è stato profetico quando - a metà anni Novanta - rilasciandomi un'intervista (allora era Ministro dell'Interno) mi disse che la Lega nord non rappresentava un problema per le Istituzioni repubblicane e per l'Unità del nostro Paese. In quegli anni scrivevo per diverse testate giornalistiche - come il settimanale "Metropolis" e il quotidiano "Il Giornale di Napoli" - e la Lega nord rumoreggiava a forza di tentativi per lacerare l'Italia, e per dividere gli onesti dai disonesti, i buoni dai cattivi, i ricchi dai poveri, e altro ancora...  Tramite il deputato Aldo Cennamo ebbi la possibilità di parlare per alcuni minuti con Giorgio Napolitano che, in veste di Ministro degli Interni, si trovava a Ponticelli per un confronto con i cittadini, e così ebbi modo di porgli diverse domande. Napolitano fu chi...

Corsica, è sempre vivo il legame con l'Italia

Ancora sangue nell'isola della Corsica:  ad ottobre del 2012, ad esempio, a cadere sotto i colpi di alcuni sicari  è stato il noto avvocato, ed esponente del movimento per l'autonomia della Corsica, Antoine Sollacaro. I n questi ultimi tempi a finire nel mirino di assassini ancora senza un volto sono quanti chiedono al governo di Parigi maggiore autonomia dell'isola, la quale, dalla fine del XVIII secolo, è entrata a far parte dei confini politici francesi. Un legame, quest'ultimo, che a molti abitanti dell'isola non piace perché per etnia, storia, cultura e lingua sono più legati all'Italia che alla Francia. Ma della Corsica cosa sanno gli italiani? Il disinteresse degli italiani è condensato in queste poche righe che seguono e che sono tratte dal volume "Breve storia di Nizza e di altri territori italofoni".  Ne l corso dell'Ottocento la Corsica è stata francesizzata e anche di fronte all'attuale atteggiamento nazionalista della Francia...

Chi erano i boiari?

In genere chi si avvicina al mio romanzo intitolato "Il boiaro" mi chiede: chi erano i boiari? Ecco cosa si legge nella Treccani.it : boiaro  (ant.  boiardo ) s. m. [dal russo  bojar , che è dallo slavo ant.  boljar ŭ , di etimo incerto; cfr. il gr. biz.  βολιάδες  che nel sec. 10° indicò i capi dell’aristocrazia bulgara; la forma  boiardo  attrav. il fr.  boyard ]. –  Denominazione con la quale erano indicati fin dal medioevo i nobili russi, che, in origine capi militari, divennero poi proprietari di latifondi e di servi; la loro autorità fu gravemente scossa nella lotta contro lo zar Ivan IV il Terribile, nella prima metà del sec. 16°, e cessò definitivamente con la rivoluzione russa nel 1917. Con lo stesso nome si designarono anche i nobili che formavano l’aristocrazia romena e bulgara.  [...]. (edizione del 2019, per informazioni cliccare su Il boiaro di Carlo Silvano ) (edizione del 2012 pubblicata c...

Revine Lago: museo archeologico didattico

Lunedì in albis: visita al Parco archeologico didattico del Livelet (Revine Lago - Treviso).

Il Papa offre speranza ai giovani detenuti

Questa sera ho partecipato alla Santa Messa. Durante il rito della lavanda dei piedi ho pensato a papa Francesco che oggi pomeriggio è stato in un carcere minorile per "lavare i piedi" e per offrire speranza ai giovani detenuti. Mi auguro che il prossimo anno, in occasione della lavanda dei piedi, il Papa "scelga come apostoli" le donne che hanno subito violenza e quanti sono stati vittime dei pedofili.

Papa Francesco I e i Lavoratori

Martedì 19 marzo, davanti anche ai capi di Stato e di Governo, Francesco I ha affermato che " Il vero potere è il servizio. Il Papa deve servire tutti, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli... Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo ‘custodi’ della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! ".  Sono parole molto forti e che tutti devono far proprie anche in ambito familiare, tra i propri amici e conoscenti e, soprattutto, anche sul posto di lavoro. Se ci pensiamo, è proprio durante l'orario di lavoro che ci vengono richieste le nostre migliori energie e il nostro tempo più “prezioso”: in tanti luoghi di lavoro i problemi sono tanti e complessi, e come cittadini siamo chiamati non solo...

Processo ai marò: possono restare in Italia

La decisione di far restare in Italia i due marò è, a mio avviso, legittimata dai troppi ritardi della magistratura indiana. I processi sono stati spesso rinviati e ciò ha giustificato il trattenimento in Italia; comunque, tutto questo non significa che i due militari italiani debbano sottrarsi al processo che, invece, dev'essere celebrato. Qualora ci fosse una condanna definitiva, i due marò potrebbero anche scontare la pena nelle carceri italiane.