Passa ai contenuti principali

Tina Anselmi: onorare una vita dedicata all'impegno e all'istruzione

Nella storia del nostro Paese ci sono persone che hanno lasciato un'impronta indelebile, rendendo il mondo un posto migliore con il loro impegno e la loro dedizione. Una di queste figure straordinarie è stata Tina Anselmi (nella foto qui sopra tratta dalla rete), una donna di straordinaria forza e coraggio che ha dedicato la sua vita a promuovere l'uguaglianza, i diritti civili e l'istruzione di qualità per tutti. Poiché il tempo passa, è nostro dovere ricordare il suo operato e onorare la sua eredità, ed in questa direzione a Marcon, in provincia di Venezia, a Tina Anselmi è stata intitolata una scuola elementare.

Tina Anselmi, venuta a mancare nel 2016, è stata una figura di spicco della politica italiana. Nel 1976 è diventata la prima donna ad essere nominata Ministro in un governo italiano, un risultato straordinario che ha aperto la strada a molte altre donne che aspiravano a un ruolo guida nella politica nazionale. Durante il suo mandato come Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, ha compiuto progressi significativi nel campo dei diritti dei lavoratori, lottando per l'uguaglianza salariale e per l'introduzione dell'assegno di maternità. La sua lunga carriera politica è stata caratterizzata da un forte impegno per i diritti umani e la parità di genere, facendo di lei un simbolo di speranza e di cambiamento positivo.

L'istruzione è un diritto fondamentale di ogni individuo e rappresenta la chiave per un futuro migliore. Tina Anselmi ha compreso appieno l'importanza di fornire un'educazione di qualità a tutti i bambini, indipendentemente dal loro contesto sociale ed economico. Ha promosso politiche educative volte a garantire che ogni bambino avesse accesso a scuole sicure e all'avanguardia, a insegnanti altamente qualificati e a programmi educativi inclusivi. L'intitolazione a Marcon di una scuola primaria a Tina Anselmi è stato, così, un modo tangibile per ricordare il suo impegno a favore di tutti.


Commenti

Post popolari in questo blog

ROBERT ROSSI, LA FRANCESIZZAZIONE DI TENDA È INIZIATA CON I BAMBINI DELLA SCUOLA

TENDA - « Mi chiamo Robert Rossi e sono nato nel 1944: mia madre è brigasca e conobbe mio padre che svolgeva il servizio militare ne lla GAF, cioè la guardia di frontiera proprio a Briga Marittima. Dopo l’8 settembre del 1943 mio padre fu catturato dai nazisti e portato in Germania, ma finita la guerra ritornò a Briga e si sposò con mia madre per venire a mancare nel 2009 ». Inizia con queste parole l’intervista concessami da Robert Rossi (qui sotto in foto), nato italiano nel 1944 e diventato francese nel 1947, quando il comune di Tenda fu ceduto alla Francia in seguito al Trattato di Parigi. Signor Robert Rossi, a Tenda che lingua si parlava fino al 1945? E qual era il dialetto più diffuso? Oggi qualcuno a Tenda e a Briga parla ancora in dialetto? Fino al 1947 i comuni di Briga Marittima e Tenda rientravano nei confini dell’Italia e quindi la lingua ufficiale era l’italiano. A Briga Marittima era molto diffuso il dialetto locale, cioè il «brigasco», mentre a Tenda ...

Nizza, città francese o italiana?

Intervista allo storico e politico Alain Roullier-Laurens LA CITT À DI NIZZA RIPENSA AL SUO PASSATO ITALIANO Ha dato i natali a Giuseppe Garibaldi, artefice dell'unità nazionale Perché in certi libri scolastici non si parla della cessione della città di Nizza e della regione della Savoia da parte del governo di Torino a quello di Parigi nel 1860? Da questo interrogativo prende lo spunto l'intervista che segue, rilasciataci da Alain Roullier-Laurens , fondatore della “ Lega per la restaurazione delle libertà nizzarde ”. Nato a Nizza nel 1946, Alain Roullier-Laurens discende per parte di madre da una famiglia residente a Nizza ancor prima del 1388, anno della dedizione ai Savoia, ed è autore di numerosi libri che hanno provocato scalpore - ogni volta che sono usciti - sull'ideologia indipendentista nizzarda, sui retroscena dell'annessione e del falso plebiscito. I libri di Alain Roullier si basano su documenti inediti ed adoperati per la prima volta, come ...

Nizza: la città italiana sotto bandiera francese

  Nizza: la città italiana sotto bandiera francese Chi oggi passeggia tra le palme della Promenade des Anglais o tra i vicoli profumati di basilico della Vecchia Nizza vede una città francese. Ma basta grattare un po’ la superficie – o ascoltare attentamente certi suoni e certi nomi – per scoprire un’anima profondamente italiana. Un’italianità che affonda le radici nella storia e che, in momenti cruciali, si è manifestata con forza e orgoglio. Nell’ agosto del 1543 , due potenze alleate – la Francia di Francesco I e la flotta ottomana di Solimano il Magnifico, guidata dal leggendario pirata Barbarossa – strinsero d’assedio Nizza. Allora parte dei domini sabaudi, la città e la contea di Nizza rappresentava una roccaforte strategica tra Provenza e Liguria. I nizzardi resistettero per settimane, combattendo sulle mura e nelle strade. È in quei giorni che emerge la figura di Caterina Segurana , una lavandaia che guidò un manipolo di cittadini nel respingere gli ass...