L’inganno che seduce:
riconoscere il nemico
per scegliere la vita
Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il dinamismo della tentazione con l’acutezza di chi ha combattuto a lungo nel proprio cuore. Il nemico dell’uomo – scrive – si comporta come un comandante che osserva la fortezza prima di attaccare: studia le crepe, misura le abitudini, individua le lacune affettive, le ferite non curate, i desideri disordinati. Non colpisce a caso, ma dove l’anima è più esposta.
E qui avviene il secondo passaggio, il più sottile: non propone il male come male, ma lo traveste da bene. Fa apparire come libertà ciò che è dipendenza, come autenticità ciò che è chiusura in sé, come riposo ciò che è fuga dalla verità. È l’antica logica del “frutto desiderabile” che attraversa la storia dell’uomo. La tentazione non spaventa, seduce.
Una delle sue vittorie più grandi, oggi particolarmente evidente, è far credere che non esista. Se il male personale diventa solo un simbolo o una categoria psicologica, non c’è più lotta, non c’è vigilanza, non c’è bisogno di salvezza. Nei Vangeli, però, la presenza del demonio è concreta e operante: Gesù lo affronta nel deserto, libera gli oppressi, parla di un “omicida fin da principio” e mette in guardia i discepoli da una battaglia reale. Non è un linguaggio arcaico, è la rivelazione della serietà della libertà umana e del destino eterno dell’uomo.
Sant’Ignazio, però, non si ferma alla diagnosi. Indica la via per smascherare l’inganno: l’esame di coscienza, la preghiera perseverante, il confronto con la Parola, l’accompagnamento spirituale. Quando la persona impara a conoscere se stessa nella luce di Dio, i punti deboli non sono più varchi per l’assalto, ma luoghi di grazia. Il male perde il suo travestimento perché il cuore diventa capace di discernimento.
Il Vangelo non annuncia la paura, ma la vittoria di Cristo. Tuttavia questa vittoria chiede di essere accolta in una lotta quotidiana, sobria e reale. Il demonio è attivo e lavora per la perdizione dell’uomo, ma non è onnipotente: la sua forza è l’inganno, la sua sconfitta è la verità.
Per questo il credente contemporaneo è chiamato a una vigilanza intelligente e fiduciosa. Riconoscere la strategia del nemico non significa ossessionarsi, ma vivere da figli nella luce. Dove il male si maschera da bene, il discernimento evangelico ridona il nome alle cose. E quando la verità viene alla luce, l’inganno perde fascino e l’anima ritrova la strada che conduce alla vita. (Carlo Silvano)
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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul seguente collegamento: Libri di Carlo Silvano




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