Passa ai contenuti principali

Mesolcina e Calanca: il cattolicesimo resta un carattere dell'identità locale

Soazza (CH) - Dalla conoscenza dello “stato di salute” di una comunità sotto il profilo religioso, si ottengono elementi utili per capire verso quale futuro socio-culturale ci si sta orientando. Nell'intervista che segue si è tentato, sommariamente, di fare il punto della situazione della religiosità in Mesolcina e Calanca con padre Marco Flecchia. Quanto emerge dalla breve intervista non indica solo una situazione di stasi, di stanchezza, ma anche una serie di potenzialità inespresse, come la ricerca dell'“Assoluto” che anima i giovani. Sembra proprio che nelle due valli serva una “scossa” per rivitalizzare la vita sociale e culturale. Fondamentale, poi, l'elaborazione e l'attuazione di una politica capace di bloccare lo spopolamento della Val Calanca. Nato nel 1950 e sacerdote dal 1977, padre Marco è un francescano che conosce molto bene la realtà religiosa delle due valli grigionesi. Dal 1982 è parroco a Soazza e, a causa della diminuzione dei presbiteri, dal 2003 si è dovuto assumere la responsabilità di guidare alcune comunità parrocchiali della Val Calanca, ovvero Rossa, Augio, Santa Domenica e Cauco; inoltre, dai primi di settembre di quest'anno, padre Marco è anche supplente nella parrocchia di Mesocco, in Mesolcina.

Padre Marco, a suo avviso, in Mesolcina e Calanca il cattolicesimo può ancora
considerarsi un carattere dell'identità locale?

Penso di sì: lo si nota in casi particolari, come funerali, feste patronali, matrimoni. Ma non solo. Anche se lo spirito sembra assopito, in realtà c´è un fuoco sotto la cenere. Mi spiego.Se una parrocchia rimane sede vacante anche solo per poche settimane, la discussione si accende in merito al successore del parroco, e tutti ne parlano abbondantemente, anche se bisogna ammettere che molto dipende dal cosiddetto "campanilismo". Penso anche alle discussioni ed all'interessamento popolare in merito al restauro di chiese, al modo di sistemare i cimiteri - che sono di proprietà dei comuni politici -, o ai problemi che sorgono con altre religioni “nuove” come l'islam, che fomenta discussioni nei paesi, anche se l'islam
è poco presente da noi.

Lei di quali dati dispone in merito alla frequenza ai sacramenti da parte di mesolcinesi e calanchini?
La Diocesi cura una sorta di questionario annuale, e noi corrispondiamo, grosso modo, alla media diocesana: dal 10 al 20% è la frequenza media, che sale vertiginosamente per Natale e Pasqua.

I giovani delle sue parrocchie e il loro rapporto con Dio...
Frequentano poco, ma hanno un interesse crescente: basta incontrarli - fuori di chiesa - e parlare con loro, per capire che hanno “sete di Assoluto”.

In generale, come valuta la religiosità nelle due valli?
Ha bisogno di essere approfondita: non mancano segni di vitalità, ma sono assopiti. E' la “superficialità” di cui parla sovente Benedetto XVI.



Lei è parroco a Soazza, in Mesolcina, e a Rossa, Santa Domenica, Augio e Cauco in Val Calanca. Sotto il profilo religioso nota qualche diversità tra le due valli?
La Calanca è in spopolamento: sono pochissimi i giovani. La Calanca vive di anziani. E' però interessante osservare che molti giovani - in Mesolcina - sono sensibili, in genere, alle cose antiche.

Quali sono le sue considerazioni sulla partecipazione dei laici nella vita delle singole parrocchie?
Vi sono persone molto impegnate, ma poche. Tutti, o quasi, manifestano un qualche
interesse, anche coloro che sono lontani dalla pratica religiosa, ma pochi si sentono
impegnati in maniera continuativa: in certi momenti “siamo sempre i soliti”.

Può descrivermi, anche sommariamente, l'associazionismo laicale presente nelle due valli?
In diminuzione. Vi sono troppe società e troppi gruppi: canto, musica, sport, cultura, filodrammatiche. Si rischia la dispersione, in generale. Questo si riflette nei pochi gruppi di chiesa.

Nelle due valli ci sono, in base alle sue conoscenze, persone iscritte a logge massoniche?
Ve ne sono alcuni, certamente, ma si tratta di gente che custodisce gelosamente il segreto, anche se so per certo che ve ne sono alcuni.

In genere documenti come la lettera enciclica “Deus caritas est” di Benedetto XVI oppure le lettere pastorali del Vescovo diocesano, suscitano, tra i suoi parrocchiani, discussioni, interrogativi e confronti?
Purtroppo poca eco. Anche insistendo su certe tematiche, il discorso è piuttosto
“cristallizzato”. Forse per mancanza di studio o curiosità culturale.

Le due valli fanno parte della diocesi di Coira, ma un'eventuale appartenenza alla diocesi di Lugano quali vantaggi, secondo lei, potrebbe sortire? Quali, invece, i limiti che potrebbero emergere?
Di fatto è intensa la collaborazione con Lugano, per questione di lingua. Ma sarebbe un vespaio di polemiche la proposta di un cambiamento. Il fuoco sotto la brace si attizzerebbe subito. Per questo nessuno pensa al cambiamento dello “status quo”. (a cura di Carlo Silvano)

Commenti

  1. Informo che altre interviste dedicate alla Mesolcina e Calanca si possono leggere nel blog http://questionidiidentita.blogspot.com/

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

E' a Villorba il "cuore veneto" dell'arte marziale del Ju-Jitsu

Villorba - Sono già quattro anni che gli atleti della “Asd Studio Karate Ju-Jitsu 2002” di Villorba partecipano a manifestazioni sportive, sia a livello nazionale che interregionale, ottenendo apprezzabili riconoscimenti. “La nostra squadra di atleti – afferma il direttore tecnico Sergio cav. Collodet – è composta da fanciulli e ragazzi per la sezione pre-agonistica e per quella agonistica da esordienti in poi. Nella nostra regione non sono tante le società sportive che praticano ilfighting e di conseguenza alle varie manifestazioni organizzate in ambito Fijlkam Coni il nostro gruppo di Villorba si ritrova praticamente da solo a rappresentare il Veneto”.

cav. Sergio Collodet (direttore tecnico dell'Asd Studio Karate Ju-Jitsu 2002)

Il “fighting” è un termine inglese che si traduce in “combattimento” e in questi ultimi mesi gli atleti della “Asd Studio Karate Ju-Jitsu 2002” che praticano l’arte marziale del Ju-Jitsu, hanno partecipato a manifestazioni e a gare svoltesi a Roma, Genova …

Nizza, città francese o italiana?

Intervista allo storico e politico Alain Roullier-Laurens
LA CITTÀ DI NIZZA RIPENSA AL SUO PASSATO ITALIANO
Ha dato i natali a Giuseppe Garibaldi, artefice dell'unità nazionale
Perché in certi libri scolastici non si parla della cessione della città di Nizza e della regione della Savoia da parte del governo di Torino a quello di Parigi nel 1860? Da questo interrogativo prende lo spunto l'intervista che segue, rilasciataci da Alain Roullier-Laurens, fondatore della “Lega per la restaurazione delle libertà nizzarde”.
Nato a Nizza nel 1946, Alain Roullier-Laurens discende per parte di madre da una famiglia residente a Nizza ancor prima del 1388, anno della dedizione ai Savoia, ed è autore di numerosi libri che hanno provocato scalpore - ogni volta che sono usciti - sull'ideologia indipendentista nizzarda, sui retroscena dell'annessione e del falso plebiscito. I libri di Alain Roullier si basano su documenti inediti ed adoperati per la prima volta, come il monumentale "Ni…

Arti marziali, non è mai troppo tardi per iniziare. Intervista all’allenatore federale Monica Mano

VILLORBA - “Sono 23 anni che mi sono avvicinata al mondo delle arti marziali: ho iniziato tardi, ma è sempre stata la passione di una vita”, è con queste parole che Monica Mano descrive la propria esperienza di karateca iniziata nel 1995. Oggi Monica Mano è allenatore federale FIJLKAM/CONI, insegnante tecnico di Karate e cintura nera III DAN, nonché consigliere della società “Asd Studio Karate Ju Jitsu 2002” e responsabile tecnico degli insegnanti per il settore Karate. “Nell’ambito delle gare di Fighting di Ju Jitsu – aggiunge Monica – do il mio supporto tecnico soprattutto per la prima parte della gara, cioè la fase di combattimento con calci e pugni”.


Rispetto ad altre discipline di arti marziali, come Aikido, Judo e Karate, qual è la peculiarità del Ju Jitsu?
Tutte le arti marziali, per la formazione che danno, sono discipline valide. Sicuramente nel Ju Jitsu si ottiene una formazione finalizzata soprattutto ad acquisire un’ottima capacità di difesa personale.
Monica Mano (allenator…