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Con l'infibulazione la donna subisce solo danni

Santandrà di Povegliano - Sono troppe le coppie che rifiutano di avere figli e la classe politico-amministrativa non è capace di elaborare e attuare incisive azioni, tali da impedire l'invecchiamento del nostro Paese. In questo contesto gli immigrati possono rappresentare una preziosa risorsa, ma certi flussi migratori portano con sé anche problemi - come quello della poligamia e dell'infibulazione - che, solo fino a pochi anni fa, erano sconosciuti in Italia. Il prossimo 9 ottobre, alle ore 20.45, nei locali della parrocchia di Santandrà di Povegliano in via Chiesa 1, si svolgerà un incontro sull'infibulazione. Tra i relatori anche il ginecologo Vincenzo Aloisi, che ha rilasciato l'intervista che segue.

Dottor Aloisi, sotto il profilo chirurgico come avviene l'infibulazione?
L'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato quattro tipi di infibulazione. Nel primo caso si tratta di una lieve escoriazione, o puntura del clitoride, con fuoriuscita di sette gocce di sangue: sostanzialmente si tratta di una pratica simbolica. Nel secondo caso abbiamo l'asportazione del clitoride, con o senza piccole incisioni delle piccole labbra. Nel terzo caso, invece, oltre al clitoride si procede anche all'asportazione delle piccole labbra e di parte delle grandi labbra con successiva cucitura esterna, in cui vengono lasciati piccoli fori per la minzione e l'espulsione del mestruo. Il quarto caso di infibulazione, infine, concerne altri interventi più estesi e mutilanti dei primi.

Questo genere di mutilazioni comporta dei benefici per la donna?
No. Subiscono solo danni.

Quali sono - sotto il profilo igienico, sanitario e psicologico - i lati negativi di questa pratica?
Come conseguenze immediate si riscontrano emorragie, proprio come è avvenuto per il recente caso di Treviso! E poi dismenorree, infezioni vaginali, cistiti, ritenzione urinaria, sepsi generalizzate, ecc. Inoltre, perdendo la donna la sua sessualità più spiccata, essendo il clitoride ricchissimo di terminazioni nervose, essa viene privata del suo erotismo. Rimane quindi solo oggetto di soddisfazione per l'uomo che la sposerà - e che provvederà alla sua defibulazione - e mezzo di prolificazione. Mi chiedo: è questa una donna? O è solo un oggetto, considerato spesso anche privo di anima?

In Italia l'infibulazione è vietata, ma viene comunque praticata clandestinamente nel chiuso delle abitazioni domestiche...
Nel nostro Paese la Legge 9/1/2006, n. 7 proibisce qualunque pratica di infibulazione, prevedendo sanzioni penali. L'art. 583 bis del Codice penale contempla la reclusione per chi la pratica e, se medici, anche l'interdizione della professione.

Avendo come riferimento la deontologia professionale dei medici, lei ritiene possibile legalizzare l'infibulazione in Italia?
Dal punto di vista personale, contrariamente al parere del mio collega medico, dott. Omar Abdulcadir, che lavora in Toscana, e che ha proposto un'infibulazione “soft” praticata in ospedale, dico che questo genere di mutilazioni non possono - anzi non devono - essere legalizzate in Italia. Sforziamoci a convincere le persone che praticano l'infibulazione a trasformarla in un rito incruento e simbolico, riguardante solamente una purezza interiore.

Oggi, con le attuali tecniche di chirurgia plastica, si possono ricostruire le parti mutilate ad una donna che da bambina ha subito l'infibulazione?
Sicuramente la chirurgia può far tanto, ma i risultati dipendono dal tipo di lesioni esistenti. (Carlo Silvano)

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