La responsabilità dell’intercessione:
pregare e sacrificarsi per gli altri
di Carlo Silvano
Alla radice della spiritualità della “Dieci”, l’esperienza ecclesiale promossa dal sacerdote vicentino Didimo Mantiero, vi è un’intuizione tanto semplice quanto radicale: la salvezza delle persone non è un fatto puramente individuale, ma è misteriosamente legata alla preghiera e all’offerta degli altri. Nel volume Il compito di Abramo questa convinzione viene collegata esplicitamente al messaggio di Fatima, dove la Vergine Maria, apparendo nel 1917 ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Francisco Marto e Jacinta Marto, affermò che molte anime si perdono perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro. Questa affermazione, citata anche a pagina 82 del libro, ha profondamente segnato la visione spirituale di don Didimo e ha dato forma al carisma della “Dieci”.
Il riferimento biblico che sorregge questa intuizione è l’episodio della intercessione di Abramo per Sodoma. Il patriarca, dialogando con Dio, chiede se la città possa essere salvata qualora vi si trovino alcuni giusti. La risposta divina mostra un principio sorprendente: la presenza e la preghiera di pochi possono ottenere misericordia per molti. Don Didimo comprese che questo dinamismo non appartiene solo alla narrazione biblica, ma continua a operare nella storia della Chiesa. Da qui nasce l’idea della “Dieci”: una piccola comunità di persone che si impegnano a pregare e a offrire la propria vita per la conversione e la salvezza degli altri.
Il messaggio di Fatima conferma e rafforza questa prospettiva. Le parole attribuite alla Madonna non sono una minaccia, ma una rivelazione della responsabilità spirituale che ogni cristiano porta dentro la comunione dei santi. L’umanità non è una somma di individui isolati: è un tessuto di relazioni in cui la grazia può passare attraverso la preghiera e il sacrificio di qualcuno a beneficio di altri. Nella visione cristiana della storia, l’intercessione diventa così una forma autentica di carità.
Don Didimo Mantiero interpretò questo messaggio in modo profondamente pastorale. Non chiedeva gesti straordinari, ma una fedeltà quotidiana: la preghiera, l’offerta delle difficoltà, la disponibilità a portare davanti a Dio le situazioni più lontane dalla fede. In particolare attribuiva grande importanza alla preghiera degli anziani e degli ammalati, che nella loro condizione di fragilità potevano trasformare la sofferenza in un’offerta spirituale. In questo modo persone apparentemente marginali diventavano protagoniste invisibili della missione della Chiesa.
Il cuore di questa spiritualità è l’intercessione eucaristica. Davanti all’Eucaristia, il credente impara a guardare il mondo con gli occhi di Cristo e a portare nel dialogo con Dio le necessità degli uomini. La preghiera non è allora un ripiegamento intimistico, ma una partecipazione al movimento di amore che Cristo vive per l’umanità. Anche la recita del santo Rosario, tanto cara alla tradizione cristiana e fortemente raccomandata nel messaggio di Fatima, diventa uno strumento semplice ma potente di intercessione, perché unisce la meditazione del Vangelo alla fiducia filiale nella mediazione di Maria.
In questa prospettiva la spiritualità della “Dieci” assume un significato profetico anche per il tempo presente. In un’epoca segnata dalla secolarizzazione e dalla perdita di riferimenti religiosi, la tentazione potrebbe essere quella di pensare che la fede dipenda soprattutto da strategie pastorali o da strutture organizzative. L’intuizione di don Didimo ricorda invece che la vera trasformazione spirituale nasce dalla grazia, e che la grazia si invoca e si accoglie attraverso la preghiera.
Pregare e sacrificarsi per gli altri significa allora assumere una responsabilità spirituale verso il mondo. Non si tratta di sostituirsi alla libertà delle persone, ma di creare, con l’intercessione, uno spazio in cui la misericordia di Dio possa raggiungerle. È il mistero della comunione dei santi: ogni gesto di fede, anche il più nascosto, ha una risonanza che supera i confini della vita individuale.
La “Dieci” nasce proprio da questa convinzione: bastano pochi cuori fedeli per sostenere spiritualmente una comunità intera. In questo senso l’appello della Madonna a Fatima e l’intuizione di don Didimo Mantiero convergono nello stesso messaggio: la storia non è mai priva di speranza, finché esistono uomini e donne disposti a pregare e a offrire la propria vita per gli altri.
______________________Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento al sito della libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano




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