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Sant'Ignazio di Loyola, La trappola del silenzio e la forza della luce

 

La trappola del silenzio

e la forza della luce

Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il nemico dell’anima con immagini sorprendentemente attuali: come un seduttore che vuole restare nascosto e come un falso capo militare che studia il punto più fragile della persona. La sua prima strategia non è il rumore, ma il silenzio che separa, l’isolamento interiore che impedisce di aprirsi. Per questo suggerisce pensieri che bloccano la confessione, che fanno rimandare l’incontro con un sacerdote o con una guida spirituale: “Non serve”, “Non cambierà nulla”, “È troppo tardi”.

È la dinamica opposta al Vangelo. Nei Vangeli il male non è una metafora: Gesù lo affronta, lo smaschera, libera uomini e donne oppressi. Quando incontra chi è ferito dal peccato non lo lascia chiuso nella vergogna, ma lo riporta alla luce della relazione. Il demonio divide e nasconde; Cristo raduna e perdona. L’uno spinge a chiudersi, l’altro a confessare: non solo i peccati, ma la propria sete di salvezza.

Sant’Ignazio nota che il nemico “vuole e desidera che i suoi inganni restino segreti”. Finché restano nell’ombra, crescono; quando vengono manifestati a una persona spirituale “perdono tutta la loro forza”. È un’esperienza concreta: il pensiero che in solitudine appare invincibile si ridimensiona appena viene detto ad alta voce; la colpa che sembrava senza via d’uscita si apre alla misericordia nel sacramento della Riconciliazione.

In una società iperconnessa, ma interiormente sola, questa intuizione è più che mai attuale. L’isolamento non è solo psicologico: è un terreno spirituale dove il male lavora per scoraggiare, per far credere che Dio sia lontano e che la conversione sia inutile. La tradizione evangelica, invece, afferma con chiarezza che il demonio esiste ed è attivo, perché il destino dell’uomo è serio, eterno, conteso.

Ma proprio qui emerge la speranza. Il suo potere finisce dove comincia la luce. Una confessione sincera, un accompagnamento spirituale fedele, una comunità che prega: sono realtà semplici e potentissime. Ciò che il tentatore teme non è la perfezione dell’uomo, ma la sua umile decisione di non restare solo.

La via della libertà passa allora da un gesto concreto e controcorrente: uscire dal silenzio, lasciarsi incontrare dalla misericordia, camminare nella luce. È lì che l’inganno si spezza e l’anima ritrova il respiro di Dio. (Carlo Silvano)

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul seguente collegamento alla Libreria Il Libraccio: Libri di Carlo Silvano  


 

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