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Ai poveri togliamo tutto: dignità e corpo

Oggi Televideo riporta la notizia di un trafficante di essere umani: ai magistrati italiani ha raccontato i crimini commessi e ha riferito anche della tragica fine che facevano le persone che non avevano il denaro per pagare il viaggio della disperazione, ovvero dopo una morte violenta dai loro corpi venivano prelevati organi da custodire in borse termiche per poi essere venduti. Nessuna pietà, nessun rispetto per la persona considerata "carne da macello" a tutti gli effetti. I magistrati e le forze dell'ordine hanno chiarito che la testimonianza di questo criminale dev'essere ancora verificata e che sarà difficile far emergere la verità, in quanto le uccisioni e lo sciacallaggio degli organi avveniva in territorio libico. Non voglio entrare nel merito della vicenda e schierarmi tra coloro che credono verosimile questa storia oppure illudermi che si tratti solo di cose inventate: il commercio degli organi umani esiste e purtroppo esiste grazie a medici senza scrupoli e a malati che, pur trovandosi in una situazione di bisogno, non si pongono alcuna domanda sulla provenienza dell'organo che dovranno ricevere. Pagano e basta. Mors tua vita mea, ovvero Morte tua, vita mia. Insomma, ai poveri, a quelli che non hanno soldi, togliamo la dignità della loro persona spogliandoli anche dei loro organi e abbandonandoli senza vita come se non fossero mai esistiti.

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cav. Sergio Collodet (direttore tecnico dell'Asd Studio Karate Ju-Jitsu 2002)

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