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Il leghista Roberto Calderoli e le vignette contro Maometto

In questi giorni la stampa parla dei costi relativi alla scorta dovuta al leghista ed ex ministro Roberto Calderoli, il quale nel 2007 indossò una maglietta con delle scritte contro l'islam e Maometto, e per tale motivo i fondamentalisti musulmani minacciarono di ucciderlo. A causa del comportamento di Calderoli ci furono disordini davanti all'ambasciata italiana a Tripoli e diversi manifestanti furono uccisi dalla polizia libica. A parte il fatto che Calderoli è, a mio avviso, moralmente responsabile di quelle morti, trovo sbagliato che lo Stato italiano gli abbia dato "gratuitamente" una scorta formato da un rilevante numero di poliziotti. Secondo me ha diritto ad avere una scorta chi combatte la mafia e le altre organizzazioni criminali e quanti, senza averne colpa, si trovano in guai seri. In questi cinque anni la scorta a Calderoli è costata circa novecentomila euro e tutto questo perché ha offeso i sentimenti dei musulmani. In questi ultimi anni mi sono convinto che molti immigrati islamici creino, effettivamente, dei problemi seri in Italia (si pensi, ad esempio, alla poligamia e allo spaccio di sostanze stupefacenti), ma tali problemi non possono essere affrontati e risolti gettando benzina sul fuoco, così come ha fatto nel 2007 Roberto Calderoli quando ha indossato quella maglietta. In Italia occorre una seria politica sui flussi migratori e, per tale motivo, una legge semplice, chiarae che offra tutti gli strumenti per intervenire con efficacia. 

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cav. Sergio Collodet (direttore tecnico dell'Asd Studio Karate Ju-Jitsu 2002)

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