In questi giorni la stampa parla dei costi relativi alla scorta dovuta al leghista ed ex ministro Roberto Calderoli, il quale nel 2007 indossò una maglietta con delle scritte contro l'islam e Maometto, e per tale motivo i fondamentalisti musulmani minacciarono di ucciderlo. A causa del comportamento di Calderoli ci furono disordini davanti all'ambasciata italiana a Tripoli e diversi manifestanti furono uccisi dalla polizia libica. A parte il fatto che Calderoli è, a mio avviso, moralmente responsabile di quelle morti, trovo sbagliato che lo Stato italiano gli abbia dato "gratuitamente" una scorta formato da un rilevante numero di poliziotti. Secondo me ha diritto ad avere una scorta chi combatte la mafia e le altre organizzazioni criminali e quanti, senza averne colpa, si trovano in guai seri. In questi cinque anni la scorta a Calderoli è costata circa novecentomila euro e tutto questo perché ha offeso i sentimenti dei musulmani. In questi ultimi anni mi sono convinto che molti immigrati islamici creino, effettivamente, dei problemi seri in Italia (si pensi, ad esempio, alla poligamia e allo spaccio di sostanze stupefacenti), ma tali problemi non possono essere affrontati e risolti gettando benzina sul fuoco, così come ha fatto nel 2007 Roberto Calderoli quando ha indossato quella maglietta. In Italia occorre una seria politica sui flussi migratori e, per tale motivo, una legge semplice, chiarae che offra tutti gli strumenti per intervenire con efficacia.
TENDA - « Mi chiamo Robert Rossi e sono nato nel 1944: mia madre è brigasca e conobbe mio padre che svolgeva il servizio militare ne lla GAF, cioè la guardia di frontiera proprio a Briga Marittima. Dopo l’8 settembre del 1943 mio padre fu catturato dai nazisti e portato in Germania, ma finita la guerra ritornò a Briga e si sposò con mia madre per venire a mancare nel 2009 ». Inizia con queste parole l’intervista concessami da Robert Rossi (qui sotto in foto), nato italiano nel 1944 e diventato francese nel 1947, quando il comune di Tenda fu ceduto alla Francia in seguito al Trattato di Parigi. Signor Robert Rossi, a Tenda che lingua si parlava fino al 1945? E qual era il dialetto più diffuso? Oggi qualcuno a Tenda e a Briga parla ancora in dialetto? Fino al 1947 i comuni di Briga Marittima e Tenda rientravano nei confini dell’Italia e quindi la lingua ufficiale era l’italiano. A Briga Marittima era molto diffuso il dialetto locale, cioè il «brigasco», mentre a Tenda ...

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