L’inganno che seduce: riconoscere il nemico per scegliere la vita Negli Esercizi spirituali sant’Ignazio di Loyola descrive il dinamismo della tentazione con l’acutezza di chi ha combattuto a lungo nel proprio cuore. Il nemico dell’uomo – scrive – si comporta come un comandante che osserva la fortezza prima di attaccare: studia le crepe, misura le abitudini, individua le lacune affettive, le ferite non curate, i desideri disordinati. Non colpisce a caso, ma dove l’anima è più esposta. E qui avviene il secondo passaggio, il più sottile: non propone il male come male, ma lo traveste da bene. Fa apparire come libertà ciò che è dipendenza, come autenticità ciò che è chiusura in sé, come riposo ciò che è fuga dalla verità. È l’antica logica del “frutto desiderabile” che attraversa la storia dell’uomo. La tentazione non spaventa, seduce. Una delle sue vittorie più grandi, oggi particolarmente evidente, è far credere che non esista. Se il male personale diventa solo un simbolo ...