Quando la guerra continua nel cuore degli uomini Sto leggendo Sul Grappa dopo la vittoria di Paolo Malaguti e sono arrivato alle pagine 85-91, dedicate a «Il vecchio Michele». Sono pagine che mi hanno profondamente colpito, perché dietro una vicenda apparentemente marginale della storia del dopoguerra racchiudono una verità universale sulla guerra, sulla miseria, sulla solitudine e sulle ferite invisibili che essa lascia negli uomini. Il vecchio Michele è un malgaro che conosce il monte Grappa «come le proprie tasche». Su quella montagna suo nonno aveva costruito una malga nel 1852: non era quindi semplicemente un luogo di lavoro, ma una parte della sua storia familiare, quasi una componente della sua stessa identità. Poi arrivò la Prima guerra mondiale e Michele fu costretto ad abbandonare quel mondo. Il Grappa, trasformato in teatro di combattimenti fra italiani e austriaci, divenne improvvisamente una terra di guerra. Dopo la vittoria, però, Michele non può tornare sulla sua ...
Leone XIV e il Vetus Ordo: non una soppressione, ma una questione di unità della Chiesa di Carlo Silvano Il messaggio che p apa Leone XIV ha inviato ai vescovi francesi riuniti a Lourdes nel marzo 2026 merita di essere letto con attenzione, evitando sia gli allarmismi sia le interpretazioni trionfalistiche. Il Pontefice ha dichiarato di essere «particolarmente attento» alla crescita delle comunità legate al Vetus Ordo e ha manifestato la preoccupazione che attorno alla celebrazione della Messa possa continuare ad aprirsi una «dolorosa ferita» nella Chiesa, proprio perché l'Eucaristia è «il sacramento stesso dell’unità». Da queste parole non risulta, tuttavia, l’annuncio di una volontà di sopprimere la Messa secondo il messale precedente alla riforma liturgica. Al contrario, Leone XIV invita i vescovi a cercare «soluzioni concrete» capaci di «includere generosamente» le persone sinceramente legate al Vetus Ordo , chiedendo contemporaneamente che ciò avvenga «rima...