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Insegnare ai figli a guardare il cielo

Insegnare ai figli a guardare il cielo: perché una piccola spiritualità familiare può cambiare la loro crescita ( di Carlo Silvano )   Molti genitori oggi desiderano dare il meglio ai propri figli. Li accompagnano a scuola, li aiutano nello sport, si preoccupano della loro salute, cercano di proteggerli dalle insidie del mondo moderno. Eppure, spesso, nella vita familiare manca uno spazio dedicato all’interiorità, al silenzio, alla dimensione spirituale. Non necessariamente per ostilità verso la fede, ma perché tanti adulti si sentono lontani dalla Chiesa, hanno avuto esperienze negative oppure semplicemente non hanno più ricevuto un’educazione religiosa viva e convincente.  Eppure, anche senza essere “perfetti credenti”, i genitori possono offrire ai figli qualcosa di prezioso: il senso del trascendente, il gusto della gratitudine, la capacità di interrogarsi sul significato della vita. La spiritualità cristiana, vissuta con semplicità e senza rigidità, può diven...
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Quando la donna diventa proprietà: una domanda che il mio libro non elud

    Quando la donna diventa proprietà:  una domanda che il mio libro non elude La drammatica vicenda emersa a Trieste, che ha coinvolto una donna italiana vittima di violenze e umiliazioni da parte del compagno afghano in un contesto di radicalizzazione religiosa, mi ha profondamente colpito. Secondo quanto riportato dalle cronache, l’uomo avrebbe imposto alla famiglia pratiche religiose estreme, arrivando persino a giustificare abusi e violenze come conseguenza del fatto che la donna non pregasse Allah in modo ritenuto adeguato.  Di fronte a episodi come questo credo sia necessario interrogarsi con serietà sul rapporto tra fede, libertà e dignità della persona, senza cedere né alla polemica né alla rimozione del problema. Anche per questo ho scritto Il Dio di Gesù e il Dio dell’islam. Cristiani e musulmani di fronte alla verità . Il libro non affronta soltanto questioni teologiche, ma prova a riflettere anche sulle conseguenze culturali e antropologiche che diverse ...

La famiglia numerosa come scuola di umanità

La famiglia numerosa come scuola di umanità In una società sempre più segnata dall’individualismo, dalla solitudine relazionale e da un diffuso ripiegamento su se stessi, la famiglia torna ad assumere un ruolo decisivo non solo sul piano affettivo, ma anche sociale e culturale. Quando il benessere personale viene separato dalla responsabilità verso gli altri, cresce inevitabilmente una mentalità centrata sull’io, incapace di costruire legami stabili e duraturi. In questo contesto, la famiglia numerosa fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna rappresenta ancora oggi una delle realtà più efficaci per educare alla solidarietà, alla reciprocità e alla maturità umana. La famiglia non è semplicemente un insieme di individui che condividono uno spazio domestico, ma un luogo di appartenenza profonda nel quale ogni persona viene accolta per ciò che è, e non per ciò che produce o possiede. È nella famiglia che il bambino impara a fidarsi, il giovane a confrontarsi, l’adulto ...

Dialogo e verità: perché ho scritto il libro “Il Dio di Gesù e il Dio dell’islam. Cristiani e musulmani di fronte alla verità”

    Dialogo e verità: perché ho scritto il libro   “ Cristiani e musulmani” Scrivere oggi sul rapporto tra cristianesimo e islam significa confrontarsi con una realtà che non è più lontana o teorica, ma quotidiana. Le nostre città, le nostre scuole, i luoghi di lavoro sono sempre più segnati dall’incontro tra persone che appartengono a tradizioni religiose diverse. In questo contesto, la parola “dialogo” è diventata centrale, ma anche ambigua, perché spesso viene usata senza chiarire su quali basi debba fondarsi. È proprio da questa ambiguità che nasce Cristiani e musulmani . Ho avvertito l’esigenza di proporre una riflessione che non si fermasse alle buone intenzioni, ma che provasse ad affrontare il nodo essenziale: chi è Dio per i cristiani e chi è Dio per i musulmani? Senza questo passaggio, ogni dialogo rischia di rimanere superficiale. Il libro non è un trattato accademico né un manuale di islamologia. È piuttosto un percorso di riflessione che nasce dalla fede c...

Per una chiarezza pastorale: la necessità di superare Fiducia Supplicans

Per una chiarezza pastorale: la necessità di superare   Fiducia Supplicans Nel dibattito teologico e pastorale contemporaneo, la questione delle benedizioni alle coppie in situazioni irregolari ha assunto un rilievo crescente, soprattutto dopo la pubblicazione del documento Fiducia Supplicans . Alla luce degli orientamenti più recenti espressi da p apa Leone XIV, emerge con particolare evidenza l’importanza – e per alcuni versi l’urgenza – di una sua revisione profonda fino alla possibile abrogazione, al fine di restituire piena coerenza tra dottrina e prassi pastorale. Il nodo centrale riguarda il rapporto tra benedizione e riconoscimento. La tradizione teologica cattolica ha sempre attribuito alla benedizione un significato non meramente informale o spontaneo, ma intrinsecamente legato all’ordine della creazione e della redenzione. Benedire non è un atto neutro: implica un riferimento, anche implicito, alla conformità con il disegno di Dio. In questo senso, l’introduzione ...

Misericordia e verità nel ministero petrino: una riflessione pastorale sulla disciplina eucaristica alla luce del magistero recente

  Misericordia e verità nel ministero petrino: una riflessione pastorale sulla disciplina eucaristica alla luce del magistero recente Negli ultimi giorni la stampa italiana ha riportato alcune parole attribuite a papa Francesco in un’intervista rilasciata dal suo infermiere personale. Secondo il racconto, quando l’infermiere avrebbe confidato di essere divorziato, il Papa avrebbe risposto: «che problema c’è?» e si sarebbe anche interessato al fatto che i sacerdoti gli permettessero o meno di ricevere la Comunione.  Al di là del contesto informale in cui queste parole sarebbero state pronunciate, l’episodio solleva una questione teologica significativa. Esso riguarda infatti l’accesso all’Eucaristia da parte dei fedeli divorziati che vivono in una nuova unione e, più in generale, il rapporto tra misericordia pastorale e verità sacramentale.  Il punto di partenza di ogni riflessione cattolica sul matrimonio non è una disciplina ecclesiastica, ma l’insegnamento stesso di Cri...

Resurrezione di Gesù Cristo, Gli apostoli non avevano nulla da guadagnare e tutto da perdere

Gli apostoli non avevano  nulla da guadagnare  e tutto da perdere Ieri pomeriggio – sabato 18 aprile – ho avuto la possibilità di partecipare, presso un’abitazione privata a Ponzano Veneto, ad una catechesi dedicata alla risurrezione di Gesù Cristo. È stato un incontro semplice, vissuto nella quiete di una casa e nella fraternità della preghiera, ma capace di suscitare riflessioni profonde. Tornando a casa continuavo a pensare a una domanda che è anche il cuore della fede cristiana: che cosa sarebbe accaduto se Gesù non fosse realmente risorto?  Se la risurrezione fosse stata soltanto una suggestione o un racconto costruito dopo la morte del Maestro, è molto probabile che il piccolo gruppo dei discepoli si sarebbe disperso. La crocifissione di Gesù era stata una tragedia per loro. Avevano visto il loro Maestro arrestato, umiliato e condannato alla morte più infamante. Durante la Passione molti di loro avevano avuto paura, tanto che i Vangeli raccontano che si nascosero...