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6. Quando un bambino si sente escluso: leggere il silenzio e restare accanto

Quando un bambino si sente escluso: leggere il silenzio e restare accanto di Carlo Silvano   Sentirsi esclusi è una delle esperienze più dolorose che un bambino possa vivere durante la scuola primaria. Non sempre si manifesta con parole chiare o con richieste di aiuto esplicite: spesso prende la forma del silenzio, di un cambiamento improvviso nel comportamento, di una tristezza che sembra non avere una causa precisa. Un bambino escluso può diventare più chiuso, irritabile, meno interessato alla scuola o ai giochi che prima lo coinvolgevano. In alcuni casi può emergere un calo dell’attenzione, una maggiore insicurezza o la tendenza a svalutarsi, come se il sentirsi messi da parte diventasse una prova del proprio scarso valore. L’esclusione può nascere per molte ragioni. A volte è legata a dinamiche di gruppo, altre volte a cambiamenti naturali nelle amicizie, altre ancora a difficoltà nel comunicare o nel farsi spazio tra i pari. È importante che gli adulti non minimizzino que...
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Litigare per crescere: perché i conflitti fanno bene alle amicizie dei bambini?

  Litigare per crescere:  perché i conflitti  fanno bene alle amicizie  dei bambini? Quando si parla di amicizie tra bambini, spesso si immagina un mondo fatto solo di giochi, risate e accordi spontanei. In realtà, chi osserva con attenzione la vita quotidiana dei più piccoli sa che anche i legami più sinceri attraversano momenti di contrasto. Litigi, incomprensioni e tensioni non sono un segnale di fallimento, ma una parte naturale e necessaria delle relazioni. È proprio attraverso il conflitto che i bambini imparano a conoscersi meglio e a costruire rapporti più solidi. Nella scuola primaria i conflitti nascono spesso da motivi semplici: una regola del gioco non rispettata, un turno saltato, una parola detta senza pensarci. Per un adulto possono sembrare episodi di poco conto, ma per un bambino rappresentano esperienze emotive intense. In quei momenti entrano in gioco la rabbia, la delusione, il senso di ingiustizia e il bisogno di essere ascoltat...

Il valore delle differenze: come nasce il rispetto tra i bambini

  Il valore delle differenze: come nasce il rispetto tra i bambini Nella scuola primaria i bambini imparano presto che non tutti sono uguali. C’è chi parla molto e chi osserva in silenzio, chi corre veloce e chi preferisce giochi tranquilli, chi si emoziona facilmente e chi sembra più controllato. Queste differenze non sono un ostacolo alle amicizie, ma il terreno su cui il rispetto può crescere. È proprio confrontandosi con l’altro che il bambino scopre che il mondo non è fatto a sua immagine, e che questa varietà può diventare una ricchezza.  Il rispetto nasce quando un bambino si sente riconosciuto per quello che è. Un ambiente sereno, in famiglia e a scuola, favorisce questo processo. Se un bambino viene ascoltato, sarà più disposto ad ascoltare; se viene accolto, imparerà ad accogliere. Le parole degli adulti, il loro modo di intervenire nei piccoli conflitti e il loro esempio quotidiano hanno un peso decisivo. Un gesto di calma o una frase gentile possono insegnare più...

3. “Quando l’amicizia inciampa: cosa imparano i bambini dalle tensioni”

  3 . “Quando l’amicizia inciampa: cosa imparano i bambini dalle tensioni” Nella vita dei bambini, le amicizie non sono sempre linee diritte tracciate senza interruzioni. Capita che un legame, anche molto importante, attraversi momenti di fatica, incomprensioni e distanze improvvise. Sono quei periodi in cui tutto sembra fragile: un bambino dice di non voler più giocare con l’altro, un gesto viene interpretato come offesa, una parola sfuggita con leggerezza diventa un macigno difficile da spostare. Queste difficoltà non sono eccezioni: fanno parte del modo naturale con cui i bambini imparano a stare insieme. Molti adulti si preoccupano quando il figlio torna a casa abbattuto, convinto di aver perso un amico o di essere stato trattato con ingiustizia. Eppure queste tensioni, per quanto dolorose, svolgono una funzione preziosa: insegnano ai bambini a leggere le proprie emozioni, a conoscere i propri limiti, a dare un nome alla tristezza o al dispiacere e, sopratt...

Treviso tra smog e cemento: l’urgenza di tornare a piantare alberi

  Treviso tra smog e cemento: l’urgenza di tornare a piantare alberi di Carlo Silvano  Si parla molto, giustamente, di riduzione delle emissioni prodotte dalle automobili e dalle caldaie delle abitazioni. Si moltiplicano gli appelli al risparmio energetico, agli incentivi per le ristrutturazioni, alla mobilità sostenibile. Ma mentre si invita il cittadino a fare la propria parte, nelle città si continua spesso a consumare suolo come se fosse una risorsa inesauribile. Anche Treviso non è immune da questa contraddizione: ettari di terreno vengono inglobati dal cemento per ospitare nuovi manufatti di dubbia utilità collettiva, tra cui l’ennesimo supermercato che si aggiunge a una già lunghissima lista. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Meno verde significa meno ossigeno, più caldo d’estate, più inquinamento che ristagna. Gli alberi non sono un semplice elemento decorativo, ma una vera infrastruttura naturale: assorbono anidride carbonica, trattengono le po...

Quando il silenzio inganna: riflessioni pedagogiche sull'uso precoce del telefonino

Quando il silenzio inganna: riflessioni pedagogiche sull’uso precoce del telefonino Anche recentemente ho incontrato una mamma accompagnata dalla sua bambina di pochi mesi, ancora nel passeggino. Per poter parlare con me senza interruzioni, la signora ha messo in mano alla piccola il proprio telefonino. Le ho detto che, anche se la bambina avesse pianto, non mi avrebbe disturbato. Con molta naturalezza la mamma ha risposto che “una mezz’ora al giorno non fa male” e che così la figlia “sta buona”. Questo breve episodio mi ha spinto a riflettere su un fenomeno ormai molto diffuso: l’uso del telefonino come strumento per calmare i bambini fin dalla primissima età. La tranquillità apparente che un telefonino può offrire è spesso ingannevole. Nei primi anni di vita il bambino costruisce il proprio mondo interno attraverso il contatto diretto: lo sguardo dell’adulto, la voce, il gesto, gli oggetti da toccare e scoprire. Un telefonino, con le sue luci e i suoi suoni, può catturare l’at...

2. Il cuore in ascolto: cosa cercano davvero i bambini in un amico

2. Il cuore in ascolto: cosa cercano davvero i bambini in un amico di Carlo Silvano Che cosa spinge un bambino della scuola primaria a scegliere un amico e non un altro? Non è solo il caso, non è soltanto la vicinanza di un banco o l’assegnazione casuale di un compito in coppia. Dietro ogni amicizia che nasce c’è un intreccio prezioso di sentimenti, bisogni, somiglianze e differenze che il bambino percepisce con grande lucidità, anche se spesso non sa esprimerla a parole. I bambini cercano prima di tutto qualcuno che li faccia stare bene. Un amico è un rifugio nei momenti di fatica, ma è anche un compagno con cui ridere, condividere un gioco, inventare una storia. I genitori, osservando da fuori, vedono talvolta relazioni che nascono all’improvviso e sembrano durare un battito di ciglia. Eppure anche quelle brevi esperienze hanno un valore: insegnano qualcosa sul modo di stare insieme, aiutano a prendere confidenza con se stessi e con l’altro. Quando si osservano i comportamenti...