Quando un bambino si sente escluso: leggere il silenzio e restare accanto di Carlo Silvano Sentirsi esclusi è una delle esperienze più dolorose che un bambino possa vivere durante la scuola primaria. Non sempre si manifesta con parole chiare o con richieste di aiuto esplicite: spesso prende la forma del silenzio, di un cambiamento improvviso nel comportamento, di una tristezza che sembra non avere una causa precisa. Un bambino escluso può diventare più chiuso, irritabile, meno interessato alla scuola o ai giochi che prima lo coinvolgevano. In alcuni casi può emergere un calo dell’attenzione, una maggiore insicurezza o la tendenza a svalutarsi, come se il sentirsi messi da parte diventasse una prova del proprio scarso valore. L’esclusione può nascere per molte ragioni. A volte è legata a dinamiche di gruppo, altre volte a cambiamenti naturali nelle amicizie, altre ancora a difficoltà nel comunicare o nel farsi spazio tra i pari. È importante che gli adulti non minimizzino que...
Litigare per crescere: perché i conflitti fanno bene alle amicizie dei bambini? Quando si parla di amicizie tra bambini, spesso si immagina un mondo fatto solo di giochi, risate e accordi spontanei. In realtà, chi osserva con attenzione la vita quotidiana dei più piccoli sa che anche i legami più sinceri attraversano momenti di contrasto. Litigi, incomprensioni e tensioni non sono un segnale di fallimento, ma una parte naturale e necessaria delle relazioni. È proprio attraverso il conflitto che i bambini imparano a conoscersi meglio e a costruire rapporti più solidi. Nella scuola primaria i conflitti nascono spesso da motivi semplici: una regola del gioco non rispettata, un turno saltato, una parola detta senza pensarci. Per un adulto possono sembrare episodi di poco conto, ma per un bambino rappresentano esperienze emotive intense. In quei momenti entrano in gioco la rabbia, la delusione, il senso di ingiustizia e il bisogno di essere ascoltat...